Il rombo dei motori nemici si distingue più nettamente, a tratti, ad intervalli, e il fuoco antiaereo incomincia. Prima lento, poi sempre più possente, più fragoroso, mentre shrapnels e granate solcano il cielo in tutte le direzioni. Il fuoco è diretto verso lo spazio aereo sopra la ferrovia, da dove gli sparvieri giungono, accolti da un tiro infernale. L'uragano s’addensa, si accumula, scoppia, i cannoni antiaerei s’infiammano vomitando granate e shrapnels e le mitragliatrici martellano incessantemente, unitamente alla fucileria che, coi suoi tiri laceranti ed incessanti, coadiuva 1’ opera della nate e la terra sussulta per gli scoppi delle bombe. I riflettori frugano il cielo e percorrono lo spazio in tutti i sensi, molestando gli avversari invisibili, e la bianca scia è perforata da mille proiettili fiammeggianti che ricadono in pioggia di detriti sui tetti, sulle strade e nell’acqua. La Chiesa degli Scalzi è colpita da una bomba esplosiva che sfonda il tetto e lo fa rovinare: l’affresco, capolavoro del Tiepolo, viene completamente distrutto. I velivoli nemici proseguono la loro corsa verso il centro della città, e le fiammate dei cannoni rischiarano il cielo con lampi sanguigni. L’interno della Chiesa degli Scalzi dopo lo scoppio della bomba, che causò il crollo del SOFFITTO E LA DISTRUZIONE DEL PREZIOSO AFFRESCO difesa, che costringe i nemici a tenersi ad alta quota. Uno scoppio più fragoroso fa tremare la terra e scuotere le vetrate della città, seguito da altri ed altri ancora. Sono le prime bombe che i nemici gettano sulla ferrovia; l’aria è pregna dell’odore di battaglia che da terra si combatte verso il cielo e dal cielo converge verso terra. L’uragano di fuoco e di piombo percorre l’aria in tutti i sensi, i cannoni si sgranano e gli shrapnels si susseguono agli shrapnels, le granate alle gra- La lotta continua incessantemente; qualche i-stante d’intervallo, poi riprende più accanila che mai. Le bombe si susseguono alle bombe, gli scoppi agli scoppi, mentre il tuonare delle artiglierie continua ininterrottamente e il fumo bianco degli scoppi stende una densa cortina sulla città. Qualche bomba cade a S. Marco, a terra, qualche altra in Bacino, scoppiando con immenso fragore. La battaglia è da circa due ore impegnata fra i velivoli nemici e la difesa antiaerea, e i fucili bruciano nelle mani dei difensori. 67 -