LA MEMORANDA ASSEMBLEA DEL 2 APRILE 1849 La storia registra, scritta a caratteri d’oro, la gloriosa difesa di Venezia negli anni 1848-49. Già da un anno la Città resisteva da sola a un Impero, mentre le altre città del Veneto, ad una ad una, erano ricadute sotto il giogo Austriaco. Indarno Ludovico Pasini, l’eminente Ambasciatore della risorta Repubblica Veneta, attraverso le Corti di Europa andava invocando per la « grande mendica », armi e denaro. Venezia soffriva la fame e resisteva ancora. In queste condizioni Daniele Manin convocò il 2 aprile 1849 i Rappresentanti dello Stato di Venezia e ne uscì quella assemblea presieduta da Ludovico Pasini, che forse non trova riscontro nella storia, e nella quale Daniele Manin, esponendo la situazione penosa, chiese: « Che cosa deliberate di fare ? » « Noi — rispose l’avv. Benvenuti — aspettiamo che deliberi il Governo ». « Ebbene — replicò il Manin — volete darmi poteri illimitati per dirigere la resistenza? ». « Vogliamo » gridarono i Deputati. « Badate che vi imporremo sacrifìci enormi » aggiunse Manin. « Li sosterremo! » — risposero tutti. Allora il Minotto propose il seguente decreto : « L’assemblea dei rappresentanti di Venezia, in nome di Dio e del popolo decreta: Venezia resisterà all’austriaco ad ogni costo. A tale scopo il Presidente Manin è investito di poteri illimitati ». Clamorosi applausi ed alte grida seguirono alla lettura di queste poche frasi dettate in istile tacitiano. Ritti in piedi in quell’antica e magnifica sala del Palazzo Ducale, severo e colossale monumento dell’arte e della grandezza veneziana, tutti i Rappresentanti levarono la destra, suggellando col giuramento la magnanima risoluzione, e nello stesso tempo approvarono che allo Haynau ne fosse inviata copia, quale risposta alla intimazione di resa da lui fatta cinque giorni innanzi. Poco dopo, di tutto ciò fu fatto consapevole il popolo, che affollava la Piazza, e che con un sol cuore e una sola voce, approvò fremendo e plaudendo. Spettacolo sublime; uomini di tutte le età e di tutte le condizioni — narra il de La Forge — si abbracciarono piangendo e giurando di non mai cedere al nemico. E Nicolò Tommaseo scriveva: « Venezia è sola, ma Dio è con Lei. La voce che si alza da queste lagune risuonerà per il mondo. Guai a chi non rascolta! Soldati, difensori di questa Città, ogni goccia del vostro sangue darà frutti di gloria e chiamerà su questa terra gloriosa, su i/ueste acque liberatrici, le benedizioni del Cielo ». Così dal 2 Aprile 1849 Venezia per ben cinque lunghi mesi resistette da sola contro l’esercito austriaco, che la stringeva d’assedio, e i Veneziani difesero la Città con la resistenza più tenace, spezzata poi dalla fame, dal colera e dalla preponderanza numerica nemica. cc II morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca ». Venezia, negli anni 1917-18, non è venuta meno alle sue gloriose tradizioni. VENEZIA HA RESISTITO AD OGNI COSTO ALL’INVASORE