lofferta della bandiera ai difensori del Reggimento Marina. Esaltò 1 opera perigliosa e gloriosa compiuta in quegli anni di guerra dalla Regia Marina, in u-nione ai prodi combattenti del Regio Esercito, e rivolgendosi ai marinai del Reggimento Marina, disse loro : « Difendendo Venezia, soldati, difendete l’Italia; risuscitando il valore dei figli di S. Marco, riaffermando con le vostre imprese gloriose le glorie della Regina dell’Adriatico, voi rievocate, rifate la grandezza dell’Italia! Marinai, amate Venezia, a-rnate la Patria ». Disse ancora ai marinai quali sentimenti suscitava nel loro animo Venezia, quali esempi dettava loro con la sua storia; parlò dell’amore che Venezia sa infondere; un doppio amore: di Religione e di Patria. « Venezia — disse — ci ripete le parole del Generale Alfonso Lamarmora'- « Il vero /mtriotti• sino deve naturalmente riposare sopra un principio religioso ». « Lavorate; combattete, pregate; Dio che benedisse la bandiera; benedirà Venezia. benedirà la Patria ». Il «Giuro» del Reggimento Marina. Finita la serie dei discorsi, il Sindaco Grimani scese dal palco, accompagnato dall’Assessore Conte Marcello e si portò sul fronte del Battaglione del Reggimento Marina dove la bandiera era tenuta dall'alfiere, che aveva ai lati i Capitani Mazzi e Bisconti, nonché il Comandante del Reggimento Marina. Il Comandante Sirianni, portandosi davanti ai suoi marinai, ai quali presentava la Bandiera di Combattimento, così disse : « Soldati! Voi sentite ed apprezzate l’alto onore che ci fa oggi la gloriosa città di San Marco, affidandoci questa bandiera. Essa ci è sacra, ci sarà sacra />erchè in essa vediamo la Patria, perchè nel dono sentiamo l’anima di un popolo glorioso, attraverso i secoli. Noi la faremo sventolare sui campi di battaglia per il trionfo del diritto e della libertà. Noi ricorderemo i nostri Morti gloriosi, i compagni nostri che riposano oggi sotto la terra di Grado, di Monfalcone grifagna, di Caorle, e sotto l’egida di questa bandiera noi li vendicheremo. Soldati, giurate di mantenere puro l’onore di questo vessillo che dovrà ritornare nel giorno della pace onorata ». Lesse quindi la formula rituale del giuramento ed invitò i suoi marinai a ripetere la parola : Giuro. Mille voci esplesero in una sola voce di tuono nella parola sacra: Giuro, e mille mani si alzarono a confermare il patto solenne, mentre le baionette scintillavano al sole e la fanfara intonava la Marcia Reale. La sfilata del Reggimento. Compiuta anche questa parte della solenne cerimonia, le Autorità, lasciato il palco, si portarono di fianco al campanile di S. Marco. Il Reggimento Marina subito dopo si ammassò per Compagnie e poscia sfilò in parata rendendo gli onori alla bandiera. La cerimonia era così finita e ben piest.o l’immensa folla, rotti i cordoni, si riversò in Piazza confondendosi fra le truppe alle quali fece festose dimostrazioni. La sfilata del Rfggimento Marina — 206 —