e copertura della Laguna di Venezia, dal lato di terra, sarebbe stata, compatibilmente con la salvezza deirEsercito, mantenuta il più lungamente possibile. E di quanto sopra S. E. Revel dava comunicazione a S. E. Orlando con il foglio 201 RR. P. da Venezia in data 26 Novembre, come segue: « Ho conferito stamane con S. E. il Capo di Stato Maggiore del R. Esercito, il quale mi ha assicurato che la protezione e la copertura della Laguna di Venezia dal lato (li terra, saranno, compatibilmente con la salvezza dell’Esercito, mantenute il più lungamente possibile ». Revel. « L’ITALTA NON POTEVA ESSERE SENZA VENEZIA, PERCHÈ VENEZIA PERDUTA AVREBBE PORTATO SECO LA PERDITA DELL’ADRIATICO ». Paolo Thaon ni Revel VENEZIA DOVEVA RESISTERE AD OGNI COSTO ALL’INVASORE, PERCHÈ LA R. MARINA ITALIANA NON POTEVA PERDERE IL DOMINIO DELL’ALTO ADRIATICO E RIDURSI A BRINDISI. Con questa assicurazione, da tempo desiderata, la Marina poteva con maggior libertà provvedere alla difesa di Venezia. Così la decisione concordata e la salda resistenza delle truppe schierate sul Piave, nonché la eroica difesa della Laguna da parte dei marinai, fu la più convincente risposta alla intempestiva domanda diplomatica fatta dal nemico. Tuttavia la voce dell’abbandono di Venezia continuò a circolare per qualche tempo ancora, tanto che il 18 Dicembre l’Addetto Navale Inglese chiedeva ufficiosamente quale fondamento avevano le voci che le fortificazioni e l’Arsenale di Venezia venivano demoliti allo scopo di renderli immuni da bombardamento. Al che si rispondeva subito smentendo la notizia ed anzi assicurando che si provvedeva al rafforzamento delle opere di difesa. — 192 —