cato e alle mitragliatrici che martellano il nemico invisibile. Il velivolo di notte non si vede, solo si sente il suo respiro, non si tira aH’apparecchio, ma alla sua rotta, si cerca di circondarlo di fuoco e di piombo, di costringerlo a risalire o ad andarsene, perchè colpirlo è sempre un colpo di fortuna. Il nemico getta il suo carico; è sopra San Marco e le bombe scoppiano una dietro l’altra con im- II velivolo fila verso gli Alberoni gettando alile bombe lungo il litorale; il cannoneggiamento si allontana man mano, diminuisce, sosta, il nemico si dirige verso l’altra sponda. 1 tre fischi di sirena; la quiete ritorna, dopo la bufera. È l’inizio del pellegrinaggio dei cittadini per vedere, per sapere i danni prodotti dal nemico. I danni prodotti da bombe esplosive sono i seguenti : I primi rifugi menso fragore, mentre le bocche da fuoco della difesa eruttano fiamme e proiettili, che percorrono lo spazio in tutti i sensi. Bombe cadono nel Bacino di S. Marco, scoppiando fragorosamente e sconvolgendo l’acqua, sbattacchiando i galleggianti che stridono sugli ormeggi, con quel caratteristico rumore di ferraglia trascinata; bombe cadono a terra con formidabile schianto, innalzando colonne di fiamme e fumo, facendo sussultare il suolo e il cuore dei Veneziani che vedono la Basilica di San Marco minacciata. Una bomba — Calle del Forno, Castello — causava la rovina della facciata di una casa. Una bomba — Giardinetto Reale, San Marco — distruggeva le vetrate della Società Bucintoro. Due bombe — Bacino San Marco — scoppiavano nell’acqua senza danni. Una bomba — vicino al giardinetto Reale — scoppiava nell’acqua senza danni. Una bomba incendiaria cadeva in Calle Lezze a San Marco forando il tetto di una casa, rimanendo inesplosa. QUARTA INCURSIONE AEREA NEL MATTINO DEL 4 LUGLIO 1915. Un velivolo nemico sorvola Venezia, gettando sei bombe sul litorale degli Alberoni — L'incursione ha inizio alle ore 6.30. Venezia questa volta non è toccata, le bombe esplodono lontano, verso il litorale degli Alberoni; gli scoppi fragorosi si succedono agli scoppi con sinistro boato, e le artiglierie sparano contro il nemico che inseguito, circondato, bersagliato da mille frammenti infuocati, è costretto a partire. — 63 —