TRENTAQUATTRESIMA INCURSIONE AEREA DEL 4 FEBBRAIO 1918. (Col 30 Settembre 1917 si ritornò all’ora normale). Velivoli austro-tedeschi sorvolano Venezia, gettando qualche bomba; si recano a bombardare Mestre, Padova e Treviso, ove colpiscono l’Ospedale Civile uccidendo otto ammalati e ferendone dieci. Durante e dopo la ritirata di Caporetto, Venezia temeva l’invasione e non si curava degli aerei nemici, che la lasciarono indisturbata. Molli Veneziani erano partiti per il profugato, e il numero dei resistenti diminuiva di giorno in giorno sempre più. Ma la sirena dell’Arsenale, dopo tanti mesi di inoperosità, emette il 4 Febbraio il suo urlo po- deroso, seguito da altri e dai colpi di cannone sparati ad intervalli. Si odono cannoneggiamenti lontani e un rombare di motori, accompagnato dal tiro antiaereo delle batterie di Lido e delle navi. Gli aerei nemici vengono da Est e si dirigono verso l’Arsenale, gettando qualche bomba che scoppia con formidabile esplosione senza arrecar danni, mentre il fuoco intenso della difesa li tormenta e li avvolge coi suoi tiri incrociati. I velivoli nemici passano sopra la città senza gettar bombe, inseguiti da un fuoco infernale e se ne vanno verso la laguna, dirigendosi a Mestre e a Treviso ove si recano a seminare rovina e morte fra gli ammalati e la popolazione civile. TRENTACINQUESIMA INCURSIONE AEREA DEL 5 FEBBRAIO 1918. Velivoli austro-tedeschi passano sopra Venezia, gettando (¡uniche bomba sull’Arsenale; dirigendosi poi verso Mestre e Treviso. — Prima incursione alle ore 6 - Seconda incursione alle ore 18.30. Il sibilo poderoso, prolungato, della sirena del-F Arsenale, seguito dalle altre e dai colpi di cannone ad intervalli, danno il segnale d’allarme. Verso la costa il cannone tuona e i nemici aerei non si fanno troppo attendere, mentre le batterie antiaeree delle navi iniziano il fuoco. I velivoli si dirigono verso l’Arsenale, bersagliati dal fuoco intenso della difesa; lasciano cadere alcune bombe che scoppiano fragorosamente. I nemici passano sopra Venezia, dirigendosi verso la terraferma, inseguiti dal fuoco antiaereo. II rombo del cannone si fa sempre ^)iù lonta- no, poi cessa; le sirene danno il segnale di cessato pericolo. In Arsenale danni insignificanti; solo a Castel- lo viene colpita una casa d’abitazione che ha il tetto danneggiato dallo scoppio di una bomba; qualche danno soffrono i vetri del fabbricato e quelli circostanti. * * * Verso sera le sirene e i colpi di cannone dàn-no il segnale dell’avvicinarsi di aerei nemici; il lombare dei motori si ode distintamente. I velivoli passano sopra la città a grande altezza inseguiti dal fuoco antiaereo della difesa. I nemici volano verso la ferrovia e la laguna, diretti a Mestre e a Treviso ove vanno a lanciare il loro esplosivo. TRENTASEIESIMA INCURSIONE AEREA ISELLA SERA DEL 20 FEBBRAIO 1918. Tre velivoli austro-tedeschi bombardano Venezia, lanciando dodici bombe che colpiscono case d’abitazione nella linea del Canal Grande. — Vi furono cinque morti e quattro feriti. — L’incursione ha inizio alle ore 19. Le Loro Maestà la Regina Elena col Principe Umberto e la Regina del Belgio con la Principessa Maria, accompagnate dagli Ammiragli Bonaldi e Rainer, avevano trascorso una giornata a Venezia, visitando i mutilati, gli ospedali, le Opere Pie e l’Assistenza Civile. Le due Regine ebbero per tutti parole di conforto, elargirono denaro, distribuirono sussidi, confortando, incoraggiando : proprio in quei giorni nei quali il rombo del cannone scuoteva dì e notte le case e le vetrate della città. Le previsioni per Venezia non erano troppo rosee, sebbene la fiducia verso la Marina e l’Esercito fosse grande. Ma la città distava pochi chilometri — 108