senza moccoli o lanterne) mai sospettate dall’opinione pubblica. La sera del 16 Agosto 1916 era calma e afosa, e la notte calava sulla città, illuminata dalla luna coperta da uno strato nebuloso. I velivoli nemici giunsero sopra Venezia quasi all’improvviso. Venivano dal mare abbassandosi da alta quota, mentre la sirena dell’Arsenale dava il segnale d’allarme. La difesa antiaerea sempre all’erta inizia il fuoco incrociato delle sue batterie, mentre le navi fanno tuonare i loro cannoni. II nemico lancia sulla città le prime bombe che scoppiano fragorosamente. La battaglia fra cielo e terra si svolge così al-l’improvviso, da sorprendere i ritardatari, i (piali cercano riparo al primo rifugio; intanto la bufera infuria. E la musica infernale continua sempre; i velivoli nemici, gettato il carico di bombe su Venezia, se ne vanno, mentre nuovi aerei sopraggiungono. Non potendo vedersi fra di loro, si tengono lontani l’uno dall’altro, arrivando uno alla volta o a piccoli gruppi. Per non incontrarsi, seguono una rotta giungendo, e un’altra partendo; quando si gettano su Venezia dalla parte dell’Arsenale, riprendono il largo dalla parte della Giudecca. Qualche momento di tregua, fra una partenza e un arrivo, e nella quiete momentanea si diffonde man mano crescente il rombo remoto di 1111 motore, 1111 frullìo musicale e profondo che non si sa da qual parte discenda. Il frastuono immane, aumentato dai boati delle bombe, penetra la città, si allarga e si fonde negli echi, corre le arcate, passa come 1111 urlo, e ogni cupola, ogni volta, rimanda il suono che si centuplica, si moltiplica. Poi nuovo silenzio, e i difensori ascoltano, ma poco dopo altre bombe scoppiano facendo sussultare la terra, illuminando con luce di sangue o-gni cosa all’intorno. E il velivolo invisibile passa, avvolto in spire di fuoco e di piombo. Il suo volo è seguito da microfoni speciali che ne indicano la rotta, sulla (juale il fuoco antiaereo viene diretto. Il concerto infernale diminuisce di violenza, mentre gli ultimi aerei nemici si allontanano, inseguiti dalle ultime scariche di artiglieria. Le località colpite da bombe incendiarie, sono le seguenti : Una bomba — Fondamenta Savorgnan — colpiva il tetto del convento delle Suore del Sacro Cuore. Una bomba — Calle Boselli, S. Giobbe — incendiava la Stearineria Lanza. Una bomba — Calle del Frutarol, S. Leonardo — colpiva un cortile, senza danni. Una bomba — Rio Terrà dei Pensieri — colpiva e incendiava una casa di abitazione. I danni all’Istituto del Buon Pastore Una bomba — Campo S. Simeon Piccolo — colpiva 1111 giardino, senza danni. Le località colpite da bombe esplosive sono le seguenti : Una bomba — (-alle Larga S. Pietro — colpiva il Convento del Buon Pastore con gravi danni. Due bombe — Caserma S. Daniele — cadevano nei cortili; lievi danni. Una bomba — Calle Larga S. Martino, Castel- lo — danneggiava una casa. Una bomba — Calle dell’Olio — colpiva un cortile dell’Ospizio Morosini e danneggiava i fabbricati circostanti. Una bomba — Fondamenta dei Furlani, Castello — demoliva una casa di abitazione. Una bomba — Calle Lion, Castello — cadeva in un giardino, recando danni ai fabbricati. Due bombe — Bacino di S. Marco ai Giardini — esplodevano senza recar danni. Una bomba — Campiello S. Giobbe — cadeva in 1111 cortile dell’Officina Elettrica del Cellina danneggiando i fabbricati circostanti. Una bomba — Rio terrà S. Leonardo —- demoliva in parte una casa di abitazione. Una bomba — Calle Diedo, Santa Fosca — cadeva sopra un tetto e demoliva due camini. Una bomba — Calle Zancan, Cannaregio — demoliva uno stabile adibito a lavanderia. Una bomba — Isola S. Michele, Reparto Bambini — cadeva nell’acqua senza danni. Una bomba — Rio Terrà S. Tomà — cadeva in un orto dell’Istituto delle Suore di Nevers e danneggiava i fabbricati vicini e la Chiesa di S. Giovanni. Una bomba — Fondamenta S. Croce — cadeva nel giardino Papadopoli danneggiando le serre. Una bomba — Calle del Cristo — cadeva in un giardino danneggiando gli stabili circostanti. Una bomba — Calle della Madonna — cadeva sulla tettoia di uno squero e danneggiava i fabbricati del vicino Gasometro. Due bombe — Rio Briati, Dorsoduro — cadevano nel canale senza danni. 85 —