Il grido di orrore suscitato dalla strage di Padova e da quella di Venezia nella sera del 20 Febbraio, non era ancora spento. Resistere, resistere, resistere. Con queste parole S. E. Orlando, Capo del Governo, animava il paese, e Venezia dava prova della resistenza ad oltranza nei suoi rassegnati cittadini e nei suoi eroici difensori. Il martirio di Venezia doveva continuare ancora. La luce ad un tratto si spegne e nel silenzio della notte erompe poderoso, echeggiante, P urlo lacerante di una sirena, seguito da altri. Sembra lo scaternarsi di 1111 furioso uragano in tutta la sua violenza; gli scoppi si uniscono agli scoppi in un brontolìo assordante, qualche spaventoso boato sovrasta il rombare incessante, e lo scrosciare della mitraglia accompagna i tiri laceranti della fucileria. Sid Ponte dell'Accademia i detriti metallici cadono furiosamente e la grandine infuocata batte sull’asfalto con rumore tenue, picchia sulle traverse di ferro, con cadenza sonora, squillante, special-mente quando qualche scheggia di granata arriva mugolando. Case attigue all’Arsenale colpite Località attigue all’Arsenale colpite Scìe luminose di razzi solcano Io spazio aereo e nel silenzio sopraggiunto qualcosa si manifesta nell* aria di indefinibile; sono rumori strani che man mano si fanno sempre più distinti: è il rombare di possenti motori che si avvicinano, mentre un lontano cannoneggiamento accompagna la corsa dei nemici verso Venezia. Gli aerei giungono sopra F Arsenale accolti dal fuoco infernale della difesa, e il tuonare delle artiglierie è di tratto in tratto coperto da esplosioni formidabili, seguite da boati spaventosi che fanno tremare il suolo e le case della città. La battaglia impegnata fra cielo e terra è violenta. Le raffiche infernali scemano di violenza, intanto gli aerei nemici si allontanano verso la laguna, inseguiti dal tiro della difesa. Il rombare delle artiglierie si fa sempre più rado, più lontano, poi il silenzio riprende; dopo qualche istante le sirene danno il segnale che i nemici se ne sono andati. Ma la luce non viene ridata e per tal motivo i più prudenti sostano nei rifugi, altri escono dirigendosi verso le proprie abitazioni e i commenti non mancano. Il tempo trascorre lento nell’aspettativa ansiosa, snervante; solo la luce lunare inonda coi suoi raggi argentei la città, ma le luci azzurre non ri-