IL VELIVOLO 44NAZARIO SAURO,, OFFERTO DAGLI IRREDENTI ADRIATICI ALLA SQUADRIGLIA 44SAN MARCO,, 15 SETTEMBRE 1918 La cerimonia austera si svolse nel campo d’aviazione ili S. Nicolò di Lido, davanti ed in mezzo alle più ardite ali d’Italia che più volte trovarono la via del cuore nemico; monito e minaccia insieme della potenza offensiva della Patria nostra. Cerimonia di alto significato per la provenienza del dono, poiché il velivolo dal nome glorioso di «Nazario Sauro», eroe e martire, veniva offerto dagli Irredenti Adriatici. Nel campo di aviazione arrivarono alla spicciolata invitati ed Autorità; i primi su di un vaporino messo a disposizione dal Prefetto Conte Cioia, il quale aveva diramato gl’inviti a nome di S. E. il Comandante in Capo della Piazzaforte; le seconde su autoscafi ed automobili. Il campo della cerimonia era chiuso su tre lati: un lato era costituito dal velivolo «Nazario Sauro», poderoso strumento di guerra che superava ogni altro fin allora costruito per dimensioni e forza : gli altri due dallo schieramento di apparecchi che contavano campagne gloriose. Di fronte al «Nazario Sauro» presero posto tutte le Autorità, ai fianchi si misero gli invitati e molti gruppi di Ufficiali dell’Esercito e della Marina. Fra le Autorità vi erano le LL. EE. on. Fosca-ri. Sottosegretario di Stato per le Colonie, il Sotto-segretario di Stato per l’Aeronautica, Sua Ecc. il Vice Ammiraglio Marzolo, Comandante in Capo del Dipartimento Marittimo, i Generali Rossetto e De-vitofrancesco, tutti i Capi di servizio del R. Esercito e della R. Marina; gli on. Senatori Tecchio e Diena, il Sindaco Conte Senatore Grimani, il Prefetto Conte Cioia, gli Assessori Sorger, De Iìiasi, Marcello, Dona; il Comm. Chiggiato Presidente della Deputazione Provinciale e della Dante Alighieri, i Consoli di Francia, d’Inghilterra, America e Russia, il Capitano Slaughter, gli avv. Massari e Marsich per la Trento e Trieste, il Comm. Dal-l’Ongaro, venuti per il Comitato di Assistenza, ecc. Un bellissimo gruppo di signore, fra le quali la Contessa Giustina di Valmarana, Donna Amalia Devitofrancesco, Donna Daisy Carroll, la Contessa Maria Louise Foscari, la Signora Slaughter della Croce Rossa Americana, ecc. Un gruppo a parte era formato dagli aviatori della Squadriglia Navale, in testa ai quali vi era il loro Comandante Gabriele D’Annunzio, il Capitano Palli e il Tenente Allegri, detto Fra’ Ginepro. Il Comando della 50.a Divisione di Fanteria era rappresentato dal Capitano di Cavalleria Cav. Orsini e dal Tenente Vittorio Fresco. La rappresentanza degli Irredenti Adriatici, che offrivano il dono superbo, era al completo. Uno squillo di tromba annunciava che la cerimonia s’iniziava. Senonchè il primo oratore, S. E. l’on. Foscari, dovette ritardare brevemente di parlare, poiché dal lontano campo arrivavano l’uno dopo l’altro numerosi velivoli, che si abbassarono a minima quota quando giunsero sopra il «Nazario Sauro» per rendere al fratello e compagno nelle future battaglie gli onori delle armi, mentre il rombo del loro formidabile motore ricopriva ogni altro rumore. Quando la magnifica ed impressionante sfilata finì, S. E. Fon. Foscari lesse i seguenti telegrammi dei Ministri della Marina e della Guerra : « AWodierno duplice rito di glorificazione del martire istriano e di omaggio al poeta soldato assisto col pensiero e col cuore. Voglia Ella, onorevole amico, essere interprete presso gli intervenuti e la cittadinanza tutta dei miei sentimenti di vivo rammarico per non poter trovarmi oggi costà e di piena, calda adesione alla cerimonia della quale bene apprezzo l'alto significato, e recare al Comandante D’Annunzio, animatore e partecipe di gesta immortali, l’espressione della mia affettuosa ammirazione col voto di nuove immancabili vittorie. Del Bono ». « Gli Irredenti dell'altra sponda adriatica nel nome del più puro e più glorioso suo martire riaffermano oggi l'ardente aspirazione, la salda fede, il proposito tenace. Come solilato, come Ministro, come nato in terra da riscattare sono tra voi con l’anima />ienet-tato il dominio d’Italia nel suo cielo e più temuta ¡’ala Italiana nel cielo nemico; Consenta l’amico e condiscepolo S. E. Ammi-i aglio Marzolo che ha il duplice orgoglio d’Italia- — 216 —