una piccola onda; allora lo specchio dei palazzi gotici e bizantini prende forme strane, meravigliose, sorprendenti. Quando il primo raggio di sole illumina le cime dei palazzi, dei campanili e delle cupole, l’acqua le riflette come se fossero d’oro di zecchino, trasformandosi in un vortice di metallo fuso, quando viene sconvolta dai primi natanti in movimento. Col crescere della luce, l’acqua prende il colore del cielo, il sogno svanisce e il Canal Grande è come lo vediamo sempre. La tranquillità di quell’alba non doveva a lungo durare. Lido hanno iniziato il fuoco, gli aerei avanzano verso Venezia, e i loro motori rombano sinistramente. Sono sopra l’Arsenale, accolti da una bolgia infernale di ferro e di fuoco, e la battaglia è accanita. Le prime bombe cadono con scoppi fragorosi, lacendo sussultare il suolo e tintinnare le vetrate della città. Lo spazio aereo è solcato da mille detriti metallici, che ricadono al suolo sibilando, battendo in ogni parte; dense nubi di fumo s’innalzano verso il cielo, togliendo la visibilità al nemico. Qualche momento di sosta, poi nuovi ve- Chiesa di San Francesco della Vigna - I danni alla sacrestia I posti di vedetta sulle altane, avvisati dal Comando che velivoli nemici sono in rotta verso Venezia, si preparano alacremente a sostenere l'attacco. Un urlo poderoso, straziante, squarcia il silenzio, mentre il primo colpo di cannone, improvviso, inaspettato, fa tremare i vetri della città, seguito da altri colpi sparati ad intervalli. 1 nemici alati giungono dal mare, il rombo dei motori si sente appena, il cannone romba verso la costa, mentre i posti di vedetta della città attendono l’avanzarsi del nemico per iniziare la battaglia. Questa è imminente; le navi e le batterie di livoli giungono e la lotta riprende più accanita che mai. E cannoni, e mitragliatrici, e fucili, tutto s’in-fiamma, divampa, tuona, scoppietta nel medesimo istante, e nell’uragano dei colpi, di tanto in tanto boati più poderosi, più cupi, fanno tutto tremare. Sono altre bombe lanciate dai nemici; nuove nubi di fumo e ili gas bruciati si addensano, si allargano, portate dalla brezza verso la città, che si copre di un grigio manto. Gli aerei nemici sorvolano su Venezia, gettando qualche bomba che scoppia fragorosamente nell'acqua, altri aerei prendono la via del litorale verso Alberoni, ove gettano la rimanenza del loro ca- — 73