SOLENNE CONSEGNA DELLA BANDIERA DI COMBATTIMENTO AL REGGIMENTO MARINA 19 MAGGIO 1918 Venezia ai suoi difensori. Abbiamo fidato in voi; non dubitammo un i-stante del vostro coraggio, del vostro valore, dell’onore vostro di marinai e di figli d'Italia, e per questo sentimento siamo qui rimasti. Siamo rimasti in questa nostra Città meravigliosa, che voi circondaste con i vostri petti, che voi guardaste come lo sposo guarda la sposa, come il figlio guarda la madre quando un pericolo la minaccia, quando un dolore le strazia l’animo e le squassa il corpo oppresso; siamo rimasti in questa Città maliarda perchè sentimmo che il suo fascino era penetrato in voi, marinai di acciaio, era penetrato nel vostro cuore generoso, rivoltosi leoninamente quando vi sfiorò il pensiero che piede nemico minacciava di contaminare queste vie, queste pietre, ognuna delle quali tramanda il ricordo di una virtù, la luce di una gloria, la fiamma di una civiltà. Qui siamo rimasti ed abbiamo avuto la gioia di confortare le vostre brevi ore di riposo, e l’onore di sanare le vostre ferite gloriose. E voi lo sentiste il nostro palpito riconoscente e sereno nelle ore dell’aspro e sanguinoso combattimento; così pure la nostra fede, ed il vostro cuore, che mai ha tremato, la raccolse fiero ed insieme sorridente, e se ne fece auspicio e talismano insieme per la Vittoria, e serrati in schiera superba e terribile gridaste in faccia al nemico, che ghignava già di gioia famelica e brutale per la certezza di una conquista che avrebbe rattristato il mondo: Non si jiassa! E il nemico non passò. Nelle lunghe giornate di battaglia e di tormento, nelle notti terribili degli assalti e dei contrattacchi, quando insieme al fuoco distruttore anche il pungente rovaio infuriava sulle vostre trincee, e spazzava le vostre linee, e torturava le vostre carni, e rendeva più tormentosa la vostra superba resistenza, e vi rendeva più dura ma più radiosa la Vittoria, in quelle lunghe giornate, in quelle terribili notti, noi seguimmo col cuore commosso ma impavido il rombo del cannone che tuonava a morte, noi ne spiammo pel cielo grigio e nero i bagliori di fiamma che saettavano dalla sua gola possente ed ardente, noi trepidammo per voi, o figli d’ogni paese d’Italia, ma non trepidammo per la sorte di Venezia, per la nostra sorte. Alle ore 15.45 arrivarono le prime truppe. Come dagli ordini impartiti da S. Ecc., il Comandante in Capo della Piazza, andarono a schie- rarsi sui posti rispettivamente segnati, ai lati della Piazza. L’arrivo delle Compagnie del Reggimento Marina, in pielio assetti» di guerra, venne accolto da un frenetico applauso. I baldi marinai dal volto abbronzato e grave, con passo serrato e rapido si portarono ai lati del palco seguiti da migliaia e migliaia di occhi, salu-lati da migliaia e migliaia di cuori. Alle ore 16.30 lo schieramento era completo, ed allora uscirono dal cortile del Palazzo Ducale, dove nel frattempo si erano raccolti, tutti gli alunni delle scuole elementari, medie e secondarie, coi rispettivi vessilli, e tutte le Associazioni Militari e Civili pure con le rispettive bandiere. Davanti l’ingresso principale della Basilica di S. Marco era fissato il raggruppamento delle Autorità e Rappresentanze, le quali arrivarono alla spicciolata, superando non tanto facilmente le fitte masse di popolo, che si addensavano dietro i cordoni della truppa e degli agenti. Nel folto gruppo erano: il Sindaco, Conte Senatore Grimani, il Prefetto Co. Cioia, gli Assessori Co. Valier, Comm. Max Ravà, Comm. Sorger, avvocato De Biasi, Co. Pellegrini, Co. Passi, Co. Donà dalle Rose, Co. Marcello, il Senatore Diena, il Comm. Chiggiato Presidente della Deputazione Provinciale, gli On. Eradeletto e Girolamo Marcello, i! Comm. Allegri, il Comm. Errerà, il Cav. Bassa-ni, Gennario, Saccardo per la Camera di Commercio, il Comm. Massaria, R. Questore, ed il Cav. Manganiello, Vice Questore, il Cav. Mezzera Direttore Superiore delle R. Poste, il Cav. Cedolini Direttore dei Telefoni, il Cav. Ravot, l’ing. Cav. Ga-spari Ispettore dei Vigili, ing. Cav. Fulgenzio Setti, ing. Sonda per l'Azienda Comunale di Navigazione Interna, il Procuratore del Re Cav. Ricci, il Coinm, Moschini Procuratore Generale, nob. Carlo Paladini per il Circolo Garibaldi di Trieste, il Cav. Bazzoni, il Capitano Cossio Presidente dell’Associazio-ne Regionale fra Mutilati, i Consiglieri Comunali Scattolin e Capitano Benzoni, il notaio Sartori per le terre invase, i Consoli delle Nazioni Alleate B. Ilarwey Carroll degli Stati Uniti d’America, Saun d'Inghilterra, Cav. Antonelli dell'Honduras, Cav. Uff. E. Miari per la Columbia. Alle ore 16.45 precise sbarcavano sul molo S. E. il Ministro della Marina Vice Ammiraglio Del Bono e S. E. il Vice Ammiraglio Marzolo Comandante in Capo della Piazza Marittima. Erano ad attenderne l’arrivo i Contrammiragli Rainer Direttore Generale del Regio Arsenale, Molà Comandante la Brigata Marina, Ricci, i Maggiori — 202 —