fctro oscurano il disco lunare portati dal vento verso la laguna, che si fa cupa e buia come all’avvicinarsi di un uragano. Il cielo sopra l’Arsenale è sempre infuocato, il fumo è tinto di colore sanguigno; gli aerei nemici lo hanno preso di mira e il fuoco della difesa è concentrato tutto su quel punto. La terra si scuote per le esplosioni, le case tremano, molte vetrate vanno in frantumi. Spaventose detonazioni si susseguono, coprendo il rumore e il tuonare dei cannoni, gli scoppi degli shrapnels, delle granate, della mitraglia e della fucileria. L’aria è pregna dell’odore della battaglia, il fumo invade la città e su di essa si abbassa, pren- Vanno per l’ordine pubblico, per la sorveglianza, per l’assistenza, per l’inizio delle opere di difesa nei posti pericolanti, per la rimozione delle macerie; il movimento continua per il resto della notte. All’alba si inizia il pellegrinaggio ai luoghi colpiti e la gravità dei danni sofferti dalle proprietà private risulta evidente. A San Vio, una bomba esplosiva cadeva nel giardino del Barone Galvagna, scavava una buca del diametro di m. 5 e profonda più di un metro, crivellando di schegge la palazzina, danneggiando le imposte e le intelaiature, rompendo le vetrate. Case colpite a San Giovanni Grisostomo dendo il colore delle fiammate che sinistramente lo illuminano, come nel divampare di un incendio. Da circa tre ore dura la lotta, accanita, feroce; finalmente il cannoneggiare scema di violenza e si allontana, il martellare delle mitragliatrici e i colpi di fucileria si diradano; poi tutto si calma e ritorna il silenzio più assoluto. L’attesa è lunga, ansiosa; finalmente la luce viene ridata e con essa il segnale di cessato pericolo. Il movimento per i rii e il Canal Grande incomincia; sono le lancie della R. Marina, delle autorità, dei pompieri, dell’assistenza militare e civile che vanno dove il dovere li chiama e qualunque sacrificio s’impone. La Sede del Banco di Napoli in Bacino Orseo- lo veniva colpita da una bomba che esplodeva sul cornicione d’angolo del palazzo, abbattendo un tratto di questo, danneggiando il ponte sottostante, i fabbricati vicini e frantumando molti vetri delle finestre. Ai Santi Apostoli una bomba piombava sopra una casa d’abitazione, composta di due piani e pianterreno, e la tagliava netta a metà fino alla sua base. Altre bombe esplosive caddero nelle seguenti località : Una bomba — Fondamenta Saloni, Dorsoduro — cadeva sul ciglio della fondamenta e di là nel — 104 —