1 RAGGRUPPAMENTI POLITICI ED ECONOMICI e si disinteressa in modo assoluto dell’eventualità di un conflitto fra Bucarest e Mosca suscitato dalla questione della Bessarabia, risolta soltanto in apparenza. Contemplata da questa visuale, la Piccola Intesa appare a molti rumeni inutile, o almeno superflua, avendo essa fissato sulla carta obblighi che risultavano spontanei dallo stato delle cose: chiaro è, infatti, che se un giorno l’Ungheria avesse attaccato uno dei membri dell’alleanza, gli altri non sarebbero rimasti fermi. Ma in situazioni ben più gravi e più probabili, gli alleati sono liberi di prendere, e prendono, l’attitudine che a ciascuno accomoda. Gli esempi abbondano, ed atteniamoci per ora al tema russo. È noto che la Jugoslavia, anche per ragioni dinastiche e sentimentali, si oppone nettamente alla ripresa di rapporti diplomatici con la Russia, così come non pensa a mandare sul Ni-stro truppe incaricate di fermare cosacchi: questa sua attitudine portò, alla conferenza di Belgrado del gennaio 1924, all’approvazione del principio che nei confronti della Russia sovietica a tutti i membri della Piccola Intesa è lasciata mano libera; successivamente tale principio non fu mai mutato. La Czeco-Slovacchia e la Rumenia, viceversa, hanno assieme riconosciuto, nel giugno del 1934, la Confederazione sovietica, e ai 16 di maggio del 1935 la Czeco-Slovacchia — contro il parere di Belgrado — ha firmato con Mosca un patto di assistenza i cui 3S7 22