I PAESI DANUBIANI E BALCANICI gli abitanti delle colonie britanniche vantavano affinità di origine, religione, lingua e costumi e il loro bisogno di autonomia politica derivava, per ragioni amministrative, dalla loro dispersione sopra un territorio immenso. La Confederazione germanica del 1815 non comprese che dei tedeschi, l’impero federale tedesco del 1871 anche. L’Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche non avrebbe potuto sorgere se l’elemento russo, grazie alla sua schiacciante superiorità numerica, non fosse stato in grado d’imporre lo stesso regime sociale ad altri popoli, nè si dimentichi che sui popoli dell’Unione sovietica il nazionalismo esercita un’influenza meno che secondaria. Ora i fattori che dovrebbero riunire i popoli balcanici non s’intravedono. Di una civiltà comune non è il caso di parlare: questi popoli sono formazioni storiche di razze diverse, e le espressioni linguistiche e le tradizioni folcloristiche comuni non bastano per dedurre che fra essi esistano potenti legami. In uno studio dal titolo L’organi-sation du Proche-Orient, il professor Michele Den-dias, dell’Università di Salonicco, nota che la vita secolare sotto lo stesso dominio ha riavvicinato i balcanici solo fino ad un certo punto; il livello culturale non è lo stesso e si può dire che tra francesi e italiani gli elementi culturali comuni siano molto più numerosi e notevoli che quelli riscontrabili fra albanesi e transilvani, croati e greci, tur- 342