JUGOSLAVIA novine, le quali prendono il nome dai principali fiumi, e la sostituzione del nome di « Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni», con quello di «Regno di Jugoslavia»; in realtà la dittatura irritò gli stessi serbi, che videro sopprimere anche i loro partiti, e invece di riavvicinare i croati a Belgrado approfondì la scissura, per effetto delle rigorose misure di polizia e dell’attività svolta dal Tribunale per la difesa dello Stato. Nel settembre del ’31, cedendo anche a pressioni esercitate dai Governi di Parigi e di Praga, Re Alessandro pubblicava la nuova Costituzione, nella quale però gli oppositori, come si è detto, si rifiutano di vedere la prova del ritorno al parlamentarismo. Ai 4 di aprile del 1932 il generale Gifkovic lasciava la presidenza del Consiglio, ma conservava il portafoglio della Guerra : la piena sconfessione della sua opera seguì nel marzo del 1936, avendo il primo Reggente Principe Paolo profittato dell’attentato commesso alla Scupcina contro il presidente del Consiglio Stojadinovic, rimasto illeso, per eliminare dalla vita politica sia Gifkovic che l’ex presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Bogoljub Jeftic, compromessisi coi loro rapporti con lo sparatore, deputato Arnautovic, ed altri oscuri per-sonaggi. Allo stato delle cose la questione croata rimane l’ostacolo maggiore al consolidamento della Jugoslavia, ostacolo che desta preoccupazioni agli 211