CZECO-SLO VA CCHIA ignota nazionalità sono in complesso 7823. Se si considerano anche gli slovacchi come una nazionalità a parte, e questa distinzione è possibile non rinunciando gli slovacchi, come vedremo, a reclamare l’autonomia che venne loro garantita da Masaryk col Trattato di Pittsburg del 30 maggio 1918, i czechi, stando alle loro stesse statistiche, rappresentano a mala pena la metà della popolazione totale. Sempre secondo il censimento del ’30, i cattolici-romani ammontano a 10.831.696 e quindi rappresentano il 73,54 % della popolazione; i greco-cattolici a 585.041 (3,97%); i protestanti delle varie chiese a 1.129.758 (7,67 %); gli ortodossi a 145.598 (0.99 %); i czeco-slovacchi — membri di una chiesa nazionale nella sua liturgia, fondata nell’immediato dopoguerra, che si ispira alla chiesa cristiana anteriore allo scisma ed alla riforma czeca — a 793*385 (5,39 %); i vecchi cattolici a 22.712 (0,16 %) gl’israeliti a 356.830 (2,42 %); gli atei a 854.638 (5,80 %), cifra molto notevole, dato che nella alleata Jugoslavia — ad esempio — la percentuale è 0,01. Le altre religioni, cristiane o non cristiane, formano percentuali an-ch’ esse irrisorie. 2. — L’economia è di carattere misto, quindi l’industria e l’agricoltura assorbiscono l’attività della popolazione in misura pressoché identica : soltanto nella Slovacchia e nella Russia carpatica il 139