DOGE : SILVESTRO VALIER. 89 specialmente i tartari, molesti i paesi e le persone dipendenti dalla Polonia ; perciò la Porta ordini sotto gravi pene alle autorità subordinate di curare che non venga dai suoi soggetti turbata la pace, di castigare severamente i contravventori, e di far risarcire i danni che facessero; altrettanto farà la Polonia. Si dichiara l’assoluta indipendenza del regno di Polonia dalla Turchia. I tartari, che nelle ultime guerre invasero la Moldavia, ne escano tornando alle rispettive sedi. I cattolici possano, secondo le concessioni già fatte dalla Porta, esercitare il loro culto liberamente nell’impero ; l’ambasciatore polacco esporrà al sultano ulteriori istanze in argomento. Resti libero ai sudditi delle parti il vicendevole commercio, pagando i consueti diritti, come è stabilito dalle antiche capitolazioni; i mercanti polacchi, che ritornano in patria dalla guerra, potranno portar seco cavalli, ma non cose vietate ; così pure gli schiavi legalmente liberati ; le facoltà dei sudditi di una delle parti, che muoiono nei domini dell'altra, saranno a cura dei compatriota rimesse ai legittimi eredi; niuno sia costretto a pagar debiti non provati; e le prove si prescrivono rigorose; si estendono ai polacchi i vantaggi delle capitolazioni coi loro alleati. Si stabiliscono le norme per la liberazione dei prigionieri di guerra fatti schiavi. Finché la Polonia osserverà la pace, il voivoda di Moldavia si manterrà fedele alle antiche capitolazioni ; essa non darà ricetto ai fuggitivi da quella provincia e dalla Valacchia, ma li consegnerà alle rispettive loro autorità; altrettanto farà la Turchia rispetto ai polacchi; questo però, solo se è pattuito nelle antiche capitolazioni. Si confermano le capitolazioni stesse, in quanto non contraddicano al presente. Inserta in lettera di C. Ruzzini, n. 392, datata dalle tende sopra Garlovitz, 27 Gennaio. — (Dispacci Germania [copia], filza 180, c. 482 a 492). 47. (46) — i69), Gennaio 26 — c. 96 (93). — Copia del trattato concluso dai plenipotenziari del sultano, mediante gli uffici ecc. (come nel precedente), con Volfango conte d’Oettingen, ciambellano, consigliere intimo, presidente del consiglio aulico, Leopoldo conte Schlick, signore di Passau e Weisskirchen, ciambellano e generale, plenipotenziari dell’imperatore Leopoldo i. In esso fu pattuito: La Transilvania resti all’imperatore, conservando gli antichi confini colla Valacchia e la Moldavia fino al Maros. La provincia di Temesvar resti alla Turchia, conservando gii antichi confini verso la Transilvania, e lungo il Maros fino al Tibisco, e lungo questo fino al Danubio, con quanto è compreso fra i detti fiumi ; nei luoghi di Karansebes, Lugos, Lippa, Szerb, Csnad, Kanizsa, Becse, Kis-Becskerek e Szakalhàzà e in ogni altro entro i predetti confini, saranno demolite le fortificazioni, nè più rialzate od edificate di nuove; il corso di detti fiumi possa essere usato dai sudditi delle due parti, nè s’impedirà la navigazione in essi ai legni provenienti dall’ impero ; i sudditi turchi potranno pescarvi e tenervi molini in quanto non ne impediscano la navigazione; non saranno permesse derivazioni d’acque dal Maros, per mantenervi la massa d’acqua per la navigazione; le isole di quel fiume rimangano agl’imperiali. La regione fra il Tibisco e il Danubio della Raca resterà all’ imperatore, che non aumenterà le fortificazioni di Titel. Si determina la linea di confine della confluenza del Danubio COMMEMORIALI, TOMO Vili. 12