DOGE : PIETRO GRIMANI. 129 confini, e poi questi siano verificati ogni biennio da commissari dei due stati e deputatati dei comuni iuteressati. Raccomandano 1’ erezione di muri o siepi o fossi sulla linea confinaria ne’ luoghi aperti Pei danni datisi vicendevolmente in passato dagli abitanti dei detti comuni, si assegnano a Vallarsa, oltre i 500 fiorini accennati di sopra, altri fiorini 1000, onde quel comune « dal deposito Garzadori da esso levato » non avrà a restituire che 3200 fiorini, restituzione che sarà fatta depositando entro il 1 giugno la somma nel « negozio Tedeschi in Roveredo » che potrà esservi levata dai commissari veneti. Commissari delle due parti giudicheranno le questioni che insorgessero in avvenire. Sino alla ratificazione della presente per parte dei due sovrani, e sempre per l’avvenire, resta proibito ai sudditi di quelli di recarsi danno vicendevolmente, sotto comminatoria di gravi pene. È data piena amnistia ai sudditi delle due parti, pei danni datisi scambievolmente in passato. Se la presente non venisse ratificata, i diritti delle parti resteranno impregiudicati. Data a Rovereto. — Sottoscritta da Paride conte di Wolckenstein commissario imperiale, da Giuseppe Ignazio Hormayr concommissario e da Pietro Correr commissario veneto e munita dei loro sigilli. Allegato B : 1750, Dicembre 5. — Dopo concluso quanto stà nell’ allegato A, i commissari, pel buon andamento delle trattative future nella materia dei confini deliberano : Si discuteranno sempre unitamente le questioni riguardanti il diritto degli stati e quello dei privati. Non si attribuiranno ai comuni di uno stato possessioni nel territorio dell’ altro, nei casi di tali possessi per diritti anteriori, i commissari procureranno « di ripiegare mediante qualche mezzo termine » : come pure di « levare ... la promiscuità dei possessi in ter-ritorii differenti ». I commissari avranno di mira 1’ evitare deliberazioni che potessero generare nuove vertenze in avvenire. Regolate le questioni, si riconosceranno « i termini antichi » non contestati. Nelle ulteriori trattative saranno norma i metodi usati in quelle per Vallarsa. Si riserveranno sempre i diritti fra sudditi dello stesso sovrano. Imminendo la cattiva stagione, si riprenderanno le conferenze dei commissari in aprile per trattare dei confini di Folgaria ; all’ uopo gli ingegneri prepareranno i loro disegni. Nella trattazione delle singole questioni, i commissari presenteranno prima di tutto i rispettivi documenti, ed altre scritture per passar poi alla discussione. I dubbi e le questioni che sorgessero su quelle carte saranno appianati amichevolmente dai commissari. Durante le trattative sarà proibito ai sudditi delle parti ogni atto contrario alla vicendevole quiete, e che potesse suscitare questioni ; i contravventori saranno puniti dai rispettivi giusdicenti. Sarà pure vietato, sotto severe pene, ai detti sudditi di rivolere istanze o false querele ai commissari o ai rispettivi governi, e di fare davanti alle commissioni deposizioni non conformi a verità. Le questioni che sorgessero fra sudditi delle parti saranno giudicate dai magistrati ove giace lo stabile conteso, curando i commissari la sollecita giustizia. I commissari durante il congresso procureranno il mantenimento della quiete e la sollecita definizione di tutte le vertenze. Dato e sottoscritto come il precedente. COMMEMORIALI, TOMO Vili. 17