222 COMMEMORIMI, LIBRO XXXIII. Allegato : 1784, Aprile 24. — Convenzione tra il pontefice Pio VI e la republica di Venezia, a mezzo dei loro plenipotenziari cardinale Lazzaro Obizzo Pallavicini e N. U. Andrea Memmo, ambasciatore ordinario presso la santa sede, per lo scolo delle acque della presa di Tessarolo, dello stato veneto, nel publico condotto o canale detto il Poazzo, nelle campagne di Gurzone dello stato ferrarese, e per lo scolo delle acque di Val Precona dello stato veneto, per mezzo del cavo Arienti, nel canale Bentivoglio della bonificazione detta di Stienta nello stato ferrarese e pontificio. Le acque della presa di Tessarolo scolino nel Poazzo mediante uno sbocco, al quale sia applicata una chiavica regolatrice da costruirsi ov’ è il terzo taglio dei veneti, detto la Piacentina, distante dall’ argine sinistro del Poazzo, pertiche due, in territorio veneto, salvi i diritti territoriali reciproci. Si stabiliscono le norme per la costruzione, elevazione, custodia ed apertura della porta di detta chiavica, secondo il profilo formato dai due ingegneri deputati alla visita, Giuseppe Zaffarmi pontificio e capitano Ignazio Avesani veneto. Si fissano le opere da farsi dalle due parti nel caso d’inondazione per rotte. Si regola 1’ apertura di fossi scolatori, nei quali non potranno essere introdotte che le acque piovane. La chiavica ed i fossi saranno costruiti sotto la vigilanza dei suddetti ingegneri a tutte spese dei possidenti di Tessarolo, i quali dovranno pure provvedere alle successive manutenzioni dei fossi e della chiavica. Appena finiti i lavori, saranno chiusi tutti i tagli fatti nello stato veneto, per i quali scorrono ora le acque di Tessarolo in Poazzo. Soltanto le golene venete della detta presa di Tessarolo dovranno avere il loro scolo nel Poazzo collo sbocco dei rispettivi fossi nella maniera da destinarsi dai sopraddetti ingegneri. Le acque della vicina presa, o comprensorio delle saline, non potranno introdursi nel Poazzo. I due ingegneri suddetti presenteranno ai loro principi una relazione dei lavori eseguiti per lo scavo dei fossi e la costruzione della chiavica. Ogni tre anni, ed anche prima se vi fosse bisogno, due ingegneri nominati dai due stati, eseguiranno una visita ai fossi e chiavica, e fattane relazione scritta, la passeranno ai rispettivi governi. I predetti ingegneri eseguiranno pure ogni tre anni una visita al Poazzo, alla chiavica di Racano ed agli sbocchi di Gurzone, per i difetti che emergessero in ordine alla presente convenzione e presenteranno la relazione ai propri governi. Le spese per gli sgarbamenti, scavi del Poazzo, risarcimento della chiavica di Racano e pel salario di quel chiavicante, saranno sostenute dai possidenti di Tessarolo. Le acque di Val Precona si introdurranno nei canali della bonificazione di Stienta, a condizione che vi si introducano soltanto fino a che il Canal Bianco, a cui dovrebbero andare, venga restituito alla sua antica attività per riceverle. Sarà perciò costruita a spese degli interessati di Val Precona, una chiavica regolatrice sul cavo Arienti da collocarsi dagli ingegneri pontificio e veneto, nel punto di unione dei due ar-ginelli ferraresi, e si stabiliscono le norme per la sua costruzione e regolazione in rapporto anche alla chiavica maestra di Occhiobello al Po Grande. Si proibisce che i terreni Baccelli scolino in detta valle, ma si dirigeranno colle acque dei campi contigui negli scoli del circondario della bonificazione. I ferraresi potranno rialzare e rinforzare i loro arginelli circondanti Val Precona, ed agli