102 COMMEMORIALI, LIBRO XXX. Faccia verificare se Mustafà, capo dei bombardieri a Durazzo, abbia quivi fatto cosiruire una nave per corseggiare nel golfo di Venezia, il che sarebbe contro la volontà d’esso sultano e ne riferisca. Dato, tradotto e spedito come il n. 90. — (Allegato n. 14 in dispaccio 10 agosto 1700, n. 24. — Senato Dispacci Costantinopoli, filza 161). 93. (90) — 1700, Settembre. — c. 215 (21). — Versione in italiano di ordine del sultano. Ad istanza di Petros, sirio giacobita abitante in Edessa, che per maneggi di certo Giorgis e d’ altri suoi correligionari era stato deposto dalla dignità di patriarca del suo rito, comanda che, serbando egli una condotta incensurabile, sia rimesso e confermato nella detta dignità; che sia riconosciuto per patriarca dai giacobiti dei conventi di Sanfiron, Maden, Chiesoucheif, dai religiosi di S. Giacomo, e delle città di Aleppo, Damasco, Mesopotamia, Edessa, Mordili, Mossul e Gerger, senza alcuna opposizione. Vuole che esso patriarca possa, come in addietro, raccogliere elemosine ; che le autorità non si ingeriscano nelle successioni dei religiosi giacobiti morti, i testamenti dei quali dovranno essere rispettati, e così pure i beni delle chiese giacobite. Tradotto da Alvise Fortis, dragomanno. — Spedito dall’ ambasciatore So-ranzo con lettera 4 novembre n. 31. (Dispacci Costantinopoli, filza 164). 94. (89) — 1700, Ottobre primi giorni. — c. 213 (19). —Versione in italiano di ordine del sultano. Ad istanza del conte Volfango d’Oetting, ambasciatore straordinario dell’ imperatore, il sultano, richiamando in vigore quanto era stato pattuito negli anni 1617 e 1649, comanda che i religiosi cattolici e i gesuiti non abbiano a patir molestie nei suoi stati ; possano riparare le loro abitazioni, non siano disturbati nell’ esercizio del culto; non paghino dazi che su ciò che portassero per far commercio ; morendo uno di essi, le autorità mussulmane non s’ingeriscano nella sua successione ; non siano molestati da vescovi greci, serbi e bulgari nelle lor chiese. Dato a Costantinopoli. — Tradotto da Gio. Battista Navon. — Spedito dal bailo Lorenzo Soranzo, il 4 novembre 1700 col n. 31. (.Dispacci Costantinopoli', filza 161). 95. (88) — 1700, Ottobre 10. — c. 211 (17). — Versione in italiano di ordine del sultano al cadì di Galata. Ad istanza degli abitanti di quella città comanda gli sia riferito, dopo regolare indagine giudiziaria, sull’ antichità della chiesa di S. Pietro di Galata, sulle sue condizioni asserite rovinose, ed a chi spetti il risarcimento dei danni da essa patiti. Dato a Costantinopoli e tradotto da Gio. Battista Navon. — Spedito dal-1’ambasciatore Soranzo con lettera 4 novembre, n. 31. (Dispacci Costantinopoli, filza 164). 96. (91) — 1700, Ottobre 10. — c. 217 (23) — Versione di ordine del sultano al cadì e al sangiacco di Gerusalemme. Ad istanza dell’ ambasciator imperiale Volfango conte d’Oetting conferma ai religiosi «franchi» esistenti in Gerusalem-