DOGE: SILVESTRO VALIER. 77 chia, la loro buona volontà restò senza effetto. Ora il detto re ccmunicò ad essi scriventi i documenti n. 1. 2. 3, e poiché i turchi si mostrano inclinati a trattare, chiedono se l’imperatore non trovi opportuno d’approfittare dell’occasione, e all’ uopo ripetono l’offerta di mediazione, pregandolo, nel caso, di mandare le necessarie facoltà al loro rappresentante ed a quello del mentovato re presso il sultano. Dato all’Aja. — Sottoscritto da N. de Nassau e da A. Fagel. (Allegato n. 5 al dispaccio n. 302, come al n. 1). 6. (1) — 1698, Aprile 19. — c. 5 (1). — Brano di lettera n. 302 di Carlo Ruz-zini, ambasciatore in Germania, al doge (in italiano). Dice che finalmente si conoscono le proposte della Turchia per la pace, le quali sembrano accettabili per una discussione in congresso, benché, come ebbe a riportargli Alessandro Maurocordato, la base dell’ uti possidelis a favor di Venezia non sia esplicitamente ammessa dall’imperatore e dalla Polonia. Procurò di sapere quello che fece il Ministero di Vienna dopo il ritorno del segretario dell’ambasciatore inglese Paget. Il conte Kinsky riferì quanto quello aveva portato in una conferenza col conte Kaunitz, col presidente del consiglio di guerra e col cancelliere ; poi, invitato lo scrivente a casa sua, ove intervennero i predetti meno il presidente, vi si lessero in. 1, 2, 3, 4, e 5, del primo dei quali riassume il contenulo un po’ diffusamente, accennando solo a quello degli altri. (Dispacci Germania [copia], filza 178, c. 639 a 643). 7. (7) — 1698, Aprile 29. -— c. 17 (13). — Il senato all’ ambasciatore presso la corte imperiale, Carlo Ruzzini. In risposta al n. 6 si encomia la sua condotta. Chieda udienza all’ imperatore, lo ringrazi per le comunicazioni fatte fare ad esso ambasciatore, gli dichiari d’aver facoltà di accettare per conto della república la mediazione del re d’Inghilterra e degli Stati generali; che Venezia si rimette a ciò che l’imperatore crederà fare circa le pratiche collo zar di Moscovia e e col re di Polonia ; che circa la formula dell’ uti possidetis senza eccezione, la república intende conservare quanto avrà occupato fino alla fine della guerra, e che su tal base si tratti in un congresso di tutti gli interessati ; che all’ uopo esso ambasciatore ebbe pieni poteri e riceverà le necessarie istruzioni per condurre le trattative in buon accordo coi rappresentanti imperiali. — Gli si ordina poi di fare simili comunicazioni al Kinsky e agli altri ministri. Gli si promettono facoltà, istruzioni ed aiuti per la buona riuscita della sua missione. Gli si trasmette la lettera n. 8, perchè la consegni all’ ambasciatore inglese a Vienna, e cosi il n. 9 da rimettere a quello d’Olanda; si unisce pure il n. 10. Originale firmato dal segretario Agostino Bianchi in Deliberazioni Senato Corti, filza 141 (416). 8. (8) — 1698, Aprile 29. — c. 19 (15). — Il senato al re d’Inghilterra (in italiano). Lo si ringrazia per la conferma (espressa ultimamente dal suo ambasciatore in Francia a quello veneziano) della continuata sua disposizione a f^rsi