DOGE: FRANCESCO M0L1N. 17 vestri di Reinfelden, Seckenheim, Laufen e Waldshut con tutte le dipendenze al di qua e al di là del Reno, la contea di Hawenstein, la Selvanera (Schwarzwald), la Brisgovia superiore ed inferiore colle loro città: Neuenburg, Friburgo, Endingen, Kenzingen, Waldkirch, Braunlingen, con tutti i diritti già godutivi dalla detta casa ; così pure tutta l’Ortenau colle città imperiali di Offenburg, Gengenbach e Zellam Harmersbach. Sarà libera la navigazione del Reno e libero il commercio fra le provinole delle due rive, nè sarà permesso d’imporvi nuovi balzelli, restando in vigore solo quelli imposti dagli austriaci prima della guerra. I vassalli sudditi ed abitanti dei luoghi ceduti alla Francia e già dipendenti dà casa d’ Austria o da altri membri dell’ impero, riavranno i beni stabili malgrado le confische e spogliazioni operate dagli svedesi, dai confederati, o dal re, senza che gli odierni possessori possano pretendere compensi per le spese fattevi ; circa le esazioni e requisizioni di danaro e cose mobili, si respingerà qualunque reclamo. Il re di Francia lascierà nella condizione immedietatis verso l’impero, finora goduta, i vescovi di Strasburgo e Basilea, la città di Strasburgo, gli abati di Murbach e Luderen, la badessa di Andlau, il monastero benedettino in Valle di S. Gregorio, i palatini di Luzelstein, i conti e baroni di Hanau, Fleckenstein, Iberstein, tutta la nobiltà dell’ Alsazia inferiore e le dieci mentovate città imperiali che dipendono dalla prefettura di Hagenau, contentandosi di esercitarvi i diritti finora avutivi da casa d’Austria. Esso re pagherà all’ arciduca Ferdinando Carlo 3000000 di lire tornesi entro tre anni, dal 24 giugno 1649, ed assumerà i due terzi dei debiti della camera di Ensisheim. Farà inoltre consegnare all’arciduca i documenti relativi ai paesi a questo restituiti. Per evitare ulteriori contese fra i duchi di Savoia e di Mantova pel Monferrato rest£ confermato, colla sua esecuzione, il trattato di Cherasco del 6 aprile 1631, salva la cessione di Pinerolo alla Francia e restando guarentito al duca di Savoia il possesso di Alba e di Trino. Il re di Francia farà pagare, giusta l’obligo contratto da Luigi XIII, 491000 scudi d’oro al duca di Mantova, sollevando da ogni responsabilità relativa la casa di Savoia. L’imperatore accorderà al duca di Savoia l’investitura degli antichi stati, come usò Ferdinando II col duca Vittorio Amedeo, e quella del Monferrato, in virtù del trattato di Cherasco, nonché dei feudi di Monforte d’Alba, Sinio, Monchiero Dogiioni e Casteletto Monforte, e confermerà, richiestone, tutti i privilegi conceduti dai suoi predecessori agli antichi duchi. I duchi di Savoia non saranno molestati dall’ imperatore pei feudi di Roccaverano, Olmo gentile e Cesoia, non dipendenti dall’ impero, e in quanto occorra vi saranno reintegrati, e reintegrato pure il conte di Verrua. Il feudo di Rocca d’Arazzo sarà restituito ai discendenti del conte Carlo di Cacherano. Nell’ investitura del ducato di Mantova saranno compresi i castelli di Reggiolo e di Luzzara e dipendenze, che saranno restituiti dal duca di Guastalla, salvo a questo il diritto di 6000 scudi annui, sul quale giudicherà l’imperatore. Sottoscritto il presente dai plenipotenziari, cesseranno tutte le ostilità, e si pattuiscono le norme perchè ciò avvenga ordinatamente per la publicazione ed esecuzione di esso. I plenipotenziari si promettono vicendevolmente Io scambio COMMEMORIALI, TOMO Vili. 3