80 COMMEMORIALI, LIBRO XXX. ratore, e Venezia anche pei loro alleati Polonia e zar, accettando la stessa formula, acconsentiranno ad intervenire ad un congresso per negoziare ed un armistizio, e la regolazione dei confini dei rispettivi domini, la permuta di territori, la demolizione e lo sgombro di luoghi fortificati, e quanto sarà d’interesse dei singoli alleati per istabilire, con l’intervento dei mediatori, la pace durevole ; riservano poi il diritto di prender parte al congresso ai detti re di Polonia e zar, quando accettino espressamente la mentovata formula. Dato a Vienna. — Sottoscritto dal Kinsky e dal Ruzzini. — Trasmesso alla Signoria con lettera del Ruzzini 5 luglio, n. 326. — (Dispacci Germania [copia], filza 179, c. 175). 18. (18) — 1698, Luglio 2 e 4. — c. 39 (35). — Quesiti proposti (il giorno 2) dallo zar diMoscovia: 1. Che intenzioni abbia l’imperatore, continuare la guerra colla Turchia o far la pace? — 2. A quali condizioni accetterebbe questa? — 3. Accetterebbe l’imperatore le condizioni proposte dalla Turchia per mezzo del re d’Inghilterra? Si risponde al 1.° (il giorno 4) : « L’imperatore non chiese ai turchi la pace, nè, pei successi ottenuti, ha motivo di chiederla, nè deporrà le armi se non potrà averla sicura ed onorevole per sè e pei suoi alleati. — al 2° : La prima coudizione dovrà essere quella dell’ litipossidelis, dalla quale non intende affatto di derogare. — al 3" : E’ bensì vero che il sultano mandò al re d’Inghilterra e questi all’ imperatore certe proposte, che furono trasmesse, il 25 aprile, a Venezia, e al conte Scolnitzky rappresentante imperiale in Polonia, anche perchè le comunicasse all’inviato dello zar a quella corte; si seppe poiché tale comunicazione non fu fatta, onde tosto si è provveduto, ad alla presente si unisce il memoriale al n. 20. Trasmessa dal Ruzzini con lettera 12 luglio, n. 328. — (Dispacci Germania [copia], filza 179, c. 192 a 195). 19. (22) — 1698, Luglio 4. — c. 43 (39). — Lettera del conte Kinsky agli ambasciatori del re d’Inghilterra e degli Stati generali. Rispondendo a loro lettera del 19 maggio, riferì all’ imperatore le loro proposte circa la pace coi turchi e li ringrazia in nome di lui. In conformità ai desideri espostigli circa i preliminari, dopo conferito coll’ ambasciatore di Venezia, trasmette loro il n. 17 riassumendone il contenuto, come pure i n. 16 e 15, e li prega di stabilire coi turchi i preliminari delle trattative sulla base dell’ uti possidetis chiedendo loro declaratoria conforme al n. 17, ed altri documenti necessari per procedere alla convocazione del congresso. Circa il tempo di questo, l’imperatore e Venezia lasciano in facoltà della Porta lo stabilirlo; ma desidererebbero un luogo comodo per le trattative, e non trovandolo ai confini, esclusi i fortificati come Buda, Erlau (Agria) ecc., proporrebbero Vienna, che offre ogni agevolezza; ma se ai turchi non piacesse, si potrebbe scegliere un luogo fra Petervaradino o Szeghe-din (dell’ imperatore) e Belgrado o Temesvar (dei turchi), oppure Debreczen, stipulando che debba, con uno spazio di due miglia all’intorno, restar libero