28 COMMEMORI ALI, LIBRO XXIX. sue fortezze ed armi in esse esistenti, e Cencio nelle Langhe (Cencio dans les Langues). — Quanto spetta alla dote della infante serenissima Caterina per la quale verte questione tra il duca di Savoia e quello di Modena, il Cattolico promette di far avere al duca di Savoia quanto gli è dovuto dal giorno della costituzione di essa dote, fino al 17 dicembre 1620, nel qual giorno Carlo Emanuele di b. m. la assegnò in appannaggio al principe Filiberto suo figlio, come consta dai libri della R. Camera di Napoli. — A tacitazione delle questioni tra Savoia e Mantova si richiama in vigore e si conferma lo stabilito nel trattato di herasco concluso nel 1631. — Per quello riguarda le differenze fra i sunnominati duchi di Savoia e Mantova in causa della dote di Margherita principessa di Savoia avola del duca di Mantova, resta couchiuso che, entro 30 giorni dalla firma del presente trattato, dovranno convenire in Italia i commissari dei due principi contendenti, il duca di Noailles, ed in caso di sua assenza, 1’ ambasciatore di Francia in Piemonte ed il conte di Fuensaldana, governatore dello stato di Milano, con l’intervento dei due ministri, procureranno di definire l’affare. — Il duca di Modena sarà posto in possesso di Correggio con tutti i diritti coi quali lo godevano i principi di esso luogo. Sulla questione della dote dell’ infanta Caterina, per la quale esiste dissidio tra Savoia e Modena, e costituita da 48 mila ducati annui di rendita sulla dogana di Foggia nel reame di Napoli, il Cattolico si obbliga di rimetterla nello stato in cui prima trovavasi. Si faranno pratiche presso il pontefice perchè interponga i suoi validi uffici alla pacificazione dei principi amici e confederati e specificatamente dei duchi di Modena nelle controversie con la camera apostolica e di Parma per le medesime, autorizzando quest’ ultimo ad oppignorare Castro e Ronciglione per poter conservare gli altri suoi stati. — Si procurerà anche, mandando ambasciatori, di ottenere buoni rapporti tra la Germania e gli altri stati settentrionali. — Quantunque i rapporti tra cattolici e protestanti nei cantoni svizzeri siano stati composti, esistendo però latentemente il fuoco tra essi, sarà cura di ambedue i re di mandare legati perchè ottengano pace definitiva. — Fu pure stabilito per il mantenimento di ottima corrispondenza, di mandare, entro 6 mesi dalla pubblicazione della pace, legati regi nelle Alpi Rezie per procurare che non si rinnovi quanto è già successo in Valtellina. — Sarà rimesso il principe di Monaco nel godimento di tutti i beni e rendite che già possedeva. — Dovrà la Spagna pagare alla duchessa di Chevreuse (Cheurensis) in numerario 55 mila filippi, corrispondenti a '165 mila lire di Francia, quale prezzo delle terre e domini di Kerpen e Lommersum (Lommersein) da essa acquistati dal Cattolico nell’ 11 giugno 1646. — Seguono le modalità circa il tempo ed il modo della reciproca consegna delle terre assegnate a ciascuno nel trattato medesimo. — Sono nominati nel trattato come aderenti, oltre che i duchi di Savoia e Modena ed il principe di Monaco, anche da parte del re Cristianissimo, il papa, la sede apostolica, gli elettori e principi dell’impero e l’imperatore pel mantenimento della pace di Munster, gli elettori di Magonza, Colonia, il conte palatino del Reno, il duca di Neubourg, Augusto-Cristiano, Lodovico e Giorgio-Guglielmo duchi di Brunsvich e Luneburgo, il landgravio di Hesse - Cassel, il landgravio