42 COMMEMORIALI, LIBRO XXIX. di decime nel regno di Napoli e nello stato di Milano, ad esclusivo favore della Polonia, durante la guerra. Tutti i potentati cristiani potranno aderire al presente col consenso di entrambi i contraenti, che faranno il possibile perchè vi acceda lo czar di Moscovia. Se, col consenso dei due contraenti, uno dei sovrani sarà sul campo, spetterà a questo il comando supremo. Si fissa la formula del giuramento da prestare nelle mani del papa, come è detto di sopra, per parte dei cardinali protettori dei due potentati, per l’osservanza del presente (v. n. 84). Fatto a Varsavia, celebrandosi i comizi generali del regno. (Inserto Dispacci Germania 22 maggio 1683, n. 262, filza 157). V. Du Mont. Corps universel cit. T. VII, p. II, p. 62. sgg. £4. (77). — 1683, Ottobre 28. — c. 164. — Giovanni III re di Polonia, granduca di Lituania, Russia, Prussia, Mazovia, Samogizia, Livonia, Volin-nia, Kiovia, Podolia, Podlach'a, Smolensko, Severia e Czernicovia, al doge Alvise Contarini. Ricordate la doppia vittoria di Vienna, quella di Parkang, la presa di Gran, una lettera del gran visir su quelle stragi (della quale manda copia), dice esser tempo che l’Europa si liberi degl’infedeli. Invita quindi la república ad unirsi a lui contro i turchi, ad occupar subito colla flotta 1’ Arcipelago per soffrir fra poco Costantinopoli penuria di viveri che non potrà essere rimediata dal Mar Nero. Ricorda Venezia che anticamente comandò a Costantinopoli. Lo scrivente non desisterà dall’impresa a niun costo. Non è a dubitare che il re di Persia non colga 1’ occasione per ricuperare Babilonia (Bagdad) se eccitatovi da Venezia; nè esso scrivente desisterà dagli uffici presso lo czar. La riuscita non è dubbia se i principi cristiani profitteranno dello scorcio dell’autunno e dell’inverno per preparare armi ed alleanze (v. n. 83, e 85). Dato nel castello di Gran. — Sottoscritto dal re. (L’ Originale in Delib. Senato Corti 11 die. 1683, filza n. 112). 85. (78). — 1683, Gennaio 15 (m. v.) — c. 165. — Discorso (in italiano) tenuto al Collegio dall’ ambasciatore imperiale (conte Udalrico della Torre). Eccita, in nome del suo sovrano, la Signoria ad unirsi in alleanza offensiva e difensiva contro i turchi nelle presenti circostanze e difensiva per 1’ avvenire, mostrandone i vantaggi per la república ; dice avere la facoltà per entrar subito in trattative. Smentisce che l’imperatore sia disposto a far pace cogli ottomanni. Il consigliere anziano Giorgio Querini risponde, in assenza del doge, che si prenderà in considerazione la proposta per rispondervi dopo opportuna deliberazione (v. n. 86). In Esposizioni Principi, filza n. 96. 86. (79). — 1683, Gennaio 19 (m. v.). — c. 166. t.° — Risposta (in volgare), deliberata dal senato, alla proposta n. 85. Quantunque Venezia risenta ancora i danni della guerra di Candia, pure la Signoria ascolterà le proposizioni che sarà per fare l’ambasciatore, confidando in Dio e nell’assistenza del pontefice, (v. n. 87). (.Deliberazioni Senato Corti, filza n. 112).