492 COMMEMORIALI, LIBRO XXXII. novità debbano rilevare le relative contravvenzioni. — Art. 10. Sarà cura dei periti di ambe le parti di recarsi sopra luogo, anche fuori del tempo delle visite, qualora fossero richiesti dai visitatori, per rilevare i disordini che fossero loro designati. — Art. 11. I possessori d’ambo le parti dovranno accontentarsi della quantità d acqua loro assegnata. — Art. 12. Le tavole topografiche eseguite dai matematici saranno allegate al presente trattato. — Art. 13. Si pubblicheranno gli editti imperiale e veneto, stabiliti dall’art. 29 del precedente trattato 1764. — Art. 14. Resterà fermo quanto venne stabilito nei trattati precedenti e che non subì alcuna alterazione col presente. Fatto a Mantova. — Sottoscritto dai plenipotenziari. Seguono le dichiarazioni l novembre 1764, che esistono sotto il n. 29. L’Originale esiste nella busta n. 52 dei Provveditori sopraintendenti alla Camera dei Confini. 33. (27) — 1765, luglio 2 (1179, 13 della luna di Muharrem) — c. 58 B. — Lettera di Siddi Mehemet, figlio di Ismail re del Marocco, al doge di Venezia (Alvise Moceuigo). Gli partecipa di aver stabilito la pace alle condizioni del trattato 14 giugno 1765. Fa gli elogi di Giovanni Comatà ministro incaricato dalla republica, alla quale manda in dono dieci figlie di nazione Tabarchina, riservandosi di mandarne altre a richiesta. Data, sigillata e firmata da Mehemet, figlio di Ismail. — Tradotta dall’ o-riginale da Giovanni Beilato, dragomanno. L’Originale esiste nella serie Documenti Turchi, fase. Marocco, n. 79. 34. (28) — 1765, Settembre 29 (13 della luna di Bebi el-àkhir 1179) — c. 58 B. — Traduzione di lettera di Ali Chogia, ministro del re di Marocco, residente in Algeri, al doge (Alvise Mocenigo). Descrive le feste praticate in occasione dell’ arrivo al Marocco di Giovanni Comatà, ministro incaricato dalla republica, per trattare pace con quel re. Elogia lo stesso pel modo sollecito e sicuro di concludere e di sventare le calunnie contro i ministri marocchini. Dice che il Comatà ottenne in pochi giorni quanto non ha ancor potuto ottenere da alcuni anni il re di Francia. Stà per rimpatriare, e gli è compagno Mustafà Chogia, il quale informerà del tutto la republica. Esso Alì sta in attesa della ricompensa che sarà per dargli la signoria. Fu opera sua il regalo delle dieci schiave senza alcun prezzo. Scritta in Algeri. — Sottoscritta dallo stesso Alì Chogia. La traduzione eseguita dal dragomanno Giovanni Beilato è allegata alla lettera precedente del re di Marocco. 35. (26) — 1766, Agosto 16 (1180, 10 della luna di Rebi el-aw\vel). — c. 58 A. — Traduzione dall’ idioma turco dei capitoli del trattato per il ristabilimento della pace tra la republica di Venezia ed il cantone di Tripoli, convenuto fra Giacomo Nani capitano delle navi ed Alì pascià di Tripoli, il primogenito di esso pascià, come bei del cantone, Achmet agà giaia, Mustafà