162 COMMEMORIALI, LIBRO XXXI. Allegato : 1755, Marzo 14. — Per regolare il coi’so delle poste imperiali fra la Germania e F Italia, secondo F intenzione dell’ imperatrice, Venceslao Antonio conte di Kaunitz-Rittberg, signore delle dinastie di Essen, Stadeldorf, Wittmund, Mellerich, Austerlitz, Aimover, Wesel, ecc., consigliere intimo di stato, cavaliere del toson d’ oro e cancelliere imperiale ; e Pietro Correr, ambasciatore ordinario di Venezia alla corte, pattuiscono : Continuerà il corso del cocchio postale pel trasporto di corrispondenze, merci e viaggiatori, da Vienna a Mantova e viceversa per la via di Rovereto e Verona; in quest’ultima città subirà la visita e pagherà i diritti consueti ; negli stati veneti potrà ricevere e lasciare viaggiatori e merci, purché non proibite. Si fissano le norme pel trattamento delle corrispondenze e dei pacchi in Verona nei riguardi dei dazi, con speciali esenzioni per le missive governative, e per la legittimazione di queste. Il cocchio non potrà trasportare lettere chiuse per gli stati veneti ; quelle che portasse da fuori saranno consegnate all’ ufficio postale di Verona. Gli oggetti militari che per urgenza si trasmettessero fra gli stati imperiali colla posta, saranno esenti da dazi nei veneti. I pagamenti delle loro prestazioni ai maestri di posta veneti, si faranno giusta il convenuto da essi col consigliere Visner. Continuerà il corso della posta fra gli uffici austriaci di Germania e di Venezia per la via del Friuli, coll’ osservanza delle norme in uso anche per la staffetta recentemente introdotta ; le lettere dirette a luoghi veneti, si consegneranno agli uffici di destinazione gratuitamente ; le spedizioni postali venete per Trieste saranno trasmesse dall’ ufficio di Palma a quello di S. Giovanni in Duino; quelle per Vienna procederanno per Gorizia; si disporrà che pel tragitto del Tagliamento e d’ altri fiumi veneti, la posta non subisca ritardi ; tutto ciò senza pregiudizio di quello tratteranno i commissari ai confini. La pretesa sollevata dai corrieri veneti che si ritenevano lesi perchè le lettere dirette dalle provincie belgiche e dalla Germania a Roma, si fanno ora passare per Mantova e non sono più consegnate ad essi in Venezia, per l’inoltro all’ ufficio veneto in Roma, è lasciata per la decisione all’ esame della commissione pei confini di Lombardia (conte Cristiani e cav. Morosini) (v. n. 72). Fatta a Vienna. — Sottoscritta dal Kaunitz e dal Correr. 72. (70) — 1755, Maggio 3. — c. 186. — Il senato ordina la consegna del trattato al n. 71, al cancellier grande per la sua conservazione nella cancelleria segreta. Sottoscritto da Michelangelo Marini, segretario. L’ Originale, in Deliberazioni Senato Corti, filza 293 (720). 73. (75). — 1755, Maggio 16. — c. 207 t.° — Maria Teresa imperatrice ecc., ratifica 1’ allegato, promettendone l’osservanza. Allegato: 1754, Luglio 31. — I due commissari nominati al n. 69, continuando nella definizione delle questioni confinarie fra la Lombardia austriaca e la veneta, pattuiscono (in italiano) : Considerando esservi alcune pezze di territorio di ciascuno dei contraenti incluse nello stato dell’ altro, fu deciso di