DOGE: DOMENICO CONTARINI. 35 discussero col commissario veneto le questioni. Quest’ultimo, dopo aver presentato l’ordine del sultano al defunto Ferhar bei, l’ultima convenzione relativa ai confini stipulata dallo stesso bei da Mustafà bei del sangiaccato di Glissa dal cadì di Bosna - Seraj e di Scardona, domandò che in conformità di essa si rinnovassero i segnali dei confini medesimi, il che fu da tutti acconsentito. Essendosi già posti i detti segnali, vivente Mahmud pascià, nel sangiaccato di Kerka, fra Sedislam turco e Novegradi veneto, si descrive la linea confinaria dalle bocche di Boinich alla bocca di Zsabon sul mare. I luoghi pei quali passarono i commissari e posero i confini sono : il monte Polizza e la strada che va al monte Lepoglauci e da là pel monte Badàglia a Paluc, indi alla sorgente d’acqua nominata Nusset, dove trovansi alcune vigne che restano nel confine di Novegradi, mentre altre entrano nel confine di Sedislame e costeggiando la marina si va al ponte di Buhcice rimpetto al castello di Pos-sidaria, donde per la strada si arriva alla villa detta Muduscè ed al pozzo di "Mirre poi a Badovin e pel monte Ghirbafce e Porsok, Panice o Ambroso, ed Istanchi e di là, lasciando a destra Milassich si va alla masiera di Porodirtre ai confini di Policiu Gruhe e Zsemon, indi per colline e Boschi si giunge alla strada di Drazuce poi ad Islocokie, la villa di Orlice, il monte Cirnove e voltando a levante trovasi la collina di Gopral e seguendo la strada della villa di Babendole si va alla masiera rimpetto alla villa di Agnostine, al monte. Du-stizze, al Castello di Virzove ed alla fossa di Kircina e per quei monti dai quali si vede il mare poscia seguendo la schiena del monte si va a Turnan-schizza Mistrovich, SS. Filippo e Giacomo ed alla masiera da cui si vede Zara vecchia, poi alla guardiola di Poscalina, alla collina di Costai, alla villa di Pa-costan, poi si arriva al mare e per mare si va ad Huiuzza, Mudrava, poi per la marina a Zsaive, Dussice, villa di Islossella, alla collina Orecchie di lupo, e continuando verso mezzogiorno si passano varie colline e monti finché si giunge ad alcune vigne dalla parte di Sebenico e tra due monti a Dobrodolaz, indi per la bocca di Zsabon si va al mare. Si proseguì poi da quest’ ultima e passando pei monti Tartari, e presso Verpoglie (ove è vietato ai veneziani di fabbricare come nella valle di S. Daniele che entra nel territorio turco) si descrisse il tracciato del confine. Venuti poi verso Traù, si riconobbe che le ville di Sussidol, Tirloque, Badossich, Pirstovice, Bilsino, Lottrino, Mitlo, Daptendol, Manratice, Eettice, Eurace, Cosmaz, Irtich, Labin,TJpor e Parghende spettano alla Turchia, ma continueranno a pagare le decime ed altro ai veneziani, e si fissano le norme pei pagamenti. Passando poi verso Rogosnizza si proseguì fino ai confini verso Glissa ove finivano i segnali posti da Ferhad bei passando per Orlonik, il torrente Urla, i monti Dabgur, Vlasco Berde, Gostelochsik. Si continua per la linea confinaria del territorio veneto di Glissa dirimpetto la pianura di Salona e Lonzarich, Torre di Cosiak, Malaurazza fin presso al mare ove finiscono i confini di Poglizza. Nell’adunanza tenuta a Salona si convenne che le terre di Pogliz-za, di Macarsca, del Premoria e Ghirbilan (presso ¡1 mare, soggette a Bisano) siano della Turchia, restando Glissa con Salona a Venezia colle terre da essa acquistate nella guerra, con l’obbligo di non riedificare il castello di Lonzarich.