DOGE: FRANCESCO MOLIN. lo finalmente colla mediazione della república di Venezia, in sèguito a convenzione iniziata in Amburgo il 25 dicembre 1641, e definita l’il luglio 1643 principiò il congresso di Münster ed Osnabrück in Vestfalia. Convenuti quindi i plenipotenziari imperiali : Massimiliano conte di Trautfnansdorff e Weinsberg, barone di Gleichenberg, Neostadt ad Cocrum, Negag, Burgau, e Totzenbach, signore di Teinitz, cavaliere del toson d’oro; Giovanni Lodovico contedi Nassau, Katzenelnbogen, Vianden e Dietz, signore di Beilstein, cav. del toson d’oro; ed Isacco Volmar consigliere intimo e presidente della Camera ; e i p'enipoten-ziari francesi : Enrico d" Orléans duca di Longueville e d’ Estouteville, principe e conte sovrano di Neucastle, conte di Dunois e Tancarville, connestabile ereditario e governatore di Normandia, luogotenente generale ecc. ; Claudio de Mesme, conte d’ Avaux, governatore sovrintendente alle Finanze del regno ; ed Abele Servien conte de la Roche des 4ubiers ecc. ; essendo Venezia rappresentata da Alvise Contarmi; presenti pure i rappresentanti degli elettori, principi e stati dell’impero, fu pattuito: Sarà pace fra l’impero, con tutti i suoi dipendenti e alleati e la Francia, pure coi suoi aderenti e alleati, compresa la Svezia e la sua regina (Cristina). È accordata a tutti piena amnistia pei fatti della passata guerra. Niuna delle parti darà aiuto o favore, ricetto o transito ai nemici del-1’ altra. 11 circolo di Borgogna resterà all’ impero dopo sopite le controversie fra la Francia e la Spagna; l’impero non s* immischierà delle passate guerre fra quei due stati ; per le future si osserverà il patto reciproco fra esso e la Francia di non giovare i vicendevoli nemici; però i singoli stati potranno aiutare i loro amici, ma fuori dell’ impero ed osservandone le istituzioni. La questione della Lorena sarà possibilmente composta in via pacifica. I singoli membri dell’ impero, coi loro sudditi, vassalli e cittadini, ricupereranno i rispettivi beili e diritti perduti in causa dei moti di Germania e di Boemia e delle alleanze seguitene. Saranno sottoposti a giudizio i diritti dei presenti possessori dei detti beni. A questo proposito si determina: la restituzione dei beni mobili fatti sequestrare dalla dieta del Lussemburgo al principe elettore di Treviri, e cosi pure della prefettura di Bruch, e di metà del dominio di S. Giovanni spettante a Reinardo di Soèteren, coi frutti pur sequestrati; ed egualmente si restituiranno al detto elettore le castella di Ehrenbreitstein ed Hammerstein. L’elettorato palatino con tutti i suoi diritti e il Palatinato superiore colla contea di Chain rimarranno a Massimiliano conte palatino del Reno, duca di Baviera, e ai suoi discendenti maschi della linea di Guglielmo ; all’incontro 1’elettore di Baviera, rinunzierà al credito di 13 milioni e ad ogni pretesa nell’ Austria superiore. Sarà istituito un ottavo elettorato a vantaggio di Carlo Lodovico, conte palatino del Reno, e della sua casa di linea Rodolfina, al quale sarà restituito il Palatinato inferiore con tutti i diritti inerenti. I distretti di Strada Montana, impegnati nel 1463 dall’ elettore di Magonza ai palatini, tornino a quello e ai suoi successori. L’elettore di Treviri, come vescovo di Spira, e il vescovo di Worms potranno rivendicare in giudizio i beni ecclesiastici che pretendono nel Palatinato inferiore. Estinguendosi la linea di Guglielmo, la superstite palatina riavrà il Palatinato superiore e la dignità elettorale, che fu data ai duchi di Baviera,