DOGE: FRANCESCO LOREDAN. 147 ricordano S. Pietro in Valle, la strada Parolara, il Tione, poi il I)ugal Gambino che entra nell’Anguora e sbocca nella Molinella, poi il redifosso. I restelli e guardie nei rispetti della sanità non occuperanno le strade e i fossi costituenti i confini. Resta vietata la costruzione di case non solo a cavallo dei confini ma anche in vicinanza per 30 pertiche. Restano libere a tutti la frequentazione delle strade e la navigazione nei fiumi e canali segnanti i confini. La manutenzione delle strade e degli alvei predetti sarà a carico dei comuni fiancheggianti, per metà. Dopo la ratificazione del presente i due ingegneri mentovati cureranno 1’ esecuzione dei lavori convenuti e l’impianto dei segnali. Eseguiti tali lavori, compileranno la mappa definitiva da servire di norma pel futuro e ne daranno quattro esemplari a ciascuna delle parti. Sarà concessa amnistia a tutti i rei di violazioni o danneggiamenti in materia dei confini. E della presente si daranno tre esemplari a ciascun contraente (v. n. 38 e 50). Dato in Ostiglia. — Sottoscritto dai due commissari. L’ Originale trattato esiste sotto il n. 974, nei Patti Sciolti, serie I, b. 44. 40. (37) — 1753, Maggio 26. — c. 100. — Il senato ordina (in italiano) la registrazione dei n. 36 e 37 nei Commemoriali, e la conservazione degli originali nella cancelleria segreta. Sottoscritto da Michel Angelo Marini, segretario. L’ Originale, in Deliberazioni Senato Corti, filza 287 (710). 1753, Giugno 9. — V. n. 38, alleg. B. 41. (38) — 1753, Giugno 11. — c. 106 t.° — Maria Teresa, imperatrice ecc., (v. n. 15) ratifica 1’ allegato, promettendone 1’ osservanza. Data a Vienna. — Sottoscritta dall’ imperatrice, da Venceslao Antonio conte di Kaunitz-Rittberg e, per mandato, da Federico Binder. Allegato: 1753, Aprile 11. — Stabiliti colla convenzione 18 maggio 1752 i confini fra Fiumicello austriaco e le ville venete del territorio di Monfalcone fino «al riparo fatto tra l’isola Morosini e il territorio di Fiumicello sul letto antico » dell’Isonzo o Isonzato, i commissari nominati al n. 24, procedendo avanti nella determinazione della linea confinaria dal detto riparo, confermano quella già stabilita nel 1635 (v. n. 71 del Gommemoriale XXVIII) fra i territori di Grado e Fiumicello, e la descrivono nominando il canale Candiano, il canal delle Zemole, il Fiel, il canal del Suris, la valle Savorgnana, i boschi dei Savorgnano, dei Lottieri e dei Belligna, le rive del padovano. Lungo questo e nel piccolo canale detto Fiumesino, i gradensi avranno facoltà di pescare. Proseguendo si nominano il Natisone, la foce dell’Anfora, le bocche dei Lovi le are della Corbella, della Nova, la cava dell’ Oro, del Gorgo, delle Torondole o Lorondole, della Panthera, di Francalonga o Francalanza, della Pallada, del Ponte, di Zimito, di Schiavada, dei Ferri e di Presignuol, con facoltà di pesca come sopra ; poscia la Medaldola e l’Ausa, Strassoldo,