310 COMMEMORI ALI, LIBRO XVII suoi procuratori Girolamo Vento, Paolo Ravaschieri de’ conti di Lavagna e Tomaso Sai vago, genovesi, dando loro facoltà di riscuotere il credito di esso mandante verso la republica di Venezia per provvigioni, stipendi ecc. dovutogli in forza dell’ alleanza riferita al n. 21 ; come pure di negoziare, transigere e rilasciar quitanze per esso credito (v. n. 147 e 150). Fatto nel palazzo ducale di Genova. — Testimoni : Matteo Fieschi, Jacopo de’ Veggetti e Bartolomeo da Senarega cancelliere del comune di Genova. — — Atti Pietro da Ripalta del fu Agostino caliceli, del Campofregosó. Seguo autenticazione del tabellionato di Pietro da Ripalta fatta da Girolamo da Camogli vescovo di Chio, luogotenente e vicario generale del Campofregoso. Data a Genova, nel palazzo arcivescovile. — Sottoscritta da Emanuele Granello not, e scriv. arcivescovile. 142. — 1487, ind. VT, Dicembre 16. — c. 111. — Istrumento in cui si dichiara che dovendo Antonio Cavalli, per la malleveria da lui prestata nel n. 138, restare in Venezia, chiese licenza al doge di partirne per un mese onde provvedere all'adempimento de’ suoi oblighi di mallevadore. Ottenutala, Girolamo del fu Francesco Contarmi e Girolamo de’ Lorenzi, stanno solidalmente garanti che esso Cavalli ritornerà al tempo stabilito, e si sostituiscono intanto a lui nella detta malleveria. A ciò consentono il Welsperg, il Firmian e 1’ Halslat (sic) pure mallevadori nel n. 138 (v. n. 143). Fatto in Venezia. — Testimoni : Pietro Bander, Giusto gioielliere da Ra-tisbona e Gotschalco da Colonia. — Atti Federico Ormanetti. 143. — 1487, ind. V, Dicembre 17. — c. 109 t.° — Istrumento in cui si dichiara che in esecuzione del pattuito nel n. 138, Giovanni Ramuaz commissario dell’ arciduca Sigismondo, restituì a prete Sebastiano da Padova rappresentante di Castellano da Padova suo fratello, a Gianvittore del fu Giovanni de Cangio oste al cappello in Feltre rappresentante di Pietro della Torre (de la Tur) di Treviso, e a Orlando del fu Marco Stecchini di Rassano rappresentante di Pietro Stecchini castellano al Covolo, tutte le miniere da essi già esercitate nellà valle di Primiero, e loro tolte al tempo della guerra, i quali consegnatari fecero al consegnante piena quitanza (v. n. 144). Fatto in Fiera di Primiero, nella casa del fu Bertoldo Fairoint. —Testimoni: Pietro Contarini e Girolamo Dolce veneziani, Matteo Holzol di Calter (Caldaro ?), Corrado Griesleiner vicario delle miniere in Sterzing, Leopoldo Trautenstorfer (Trautmansdorf ?) e Pietro di Facen. — Atti Antonio del fu Giorgio Simonetti di Tonadico not. imp. 144. — 1487, ind. V, Dicembre 18. — c. 110. — Istrumento simile al n. 143 della restituzione fatta a Pietro Contarini, Alvise Barozzi, Bernardo Giustiniani di Serravalle (sic), Pietro di Facen e Giovanni di Pietro de Vezello, delle miniere, metalli, legnami, carboni ecc. tolti loro durante la guerra.