232 COMMEMORI ALI, LIBRO XVI milizie terrestri per 4 anni e per uno di rispetto ; durante il tempo della ferma la república difenderà i domini del Malatesta contro chiunque l’offendesse, ponendo all’occasione Rimini in istato perfetto di difesa. Tale difesa si estenderà a Pan-dolfo tiglio del Malatesta, in caso che questi morisse durante la ferma. Venezia restituirà al M. tutto ciò che durante la ferma egli acquistasse de' beni che furono di sua casa. Essa gli pagherà in tempo di guerra 60000 fiorini l’anno (a 1. 5 di inarchetti l’uno), anticipandogli su essi conveniente prestanza per mettersi in ordine. In tempo di pace il M. avrà 40000 fiorini. Egli servirà in guerra personalmente con 360 elmetti da 4 cavalli l’uno, PO balestrieri a cavallo e 300 provisio-nati, fin a 200 dei quali potranno restare di presidio a Rimini ; in tempo di pace servirà in proporzione dello stipendio. Durante la ferma servirà in ogni parte d’Italia, e nella presente guerra servirà Firenze nella Toscana. La disdetta della ferma sarà data dalla Signoria due mesi prima che spiri. Perdurando la detta lega, il M. non obbedirà ad alcun capitano di essa, ma solo ai commissari e provveditori veneti. Egli sarà unico giudice in civile e criminale dei soldati suoi. Sarà dato gratuitamente alloggio, strame e legne nelle terre della Signoria alle milizie del M. ; le vettovaglie saranno lor date a prezzi convenienti. Alle stesse si concede il trasporto di cose ed armi esente da dazio nei domini della Signoria. Il M. dovrà, richiestone, fare la mostra delle sue milizie una volta l’anno. Gli saran dati ad onore stendardo e bastone. La Signoria ratificherà il presente prima dell’8 Gennaio prossimo, al qual tempo comincierà la ferma. Pena al contrafattore al presente 10000 ducati. Fatto nel palazzo del podestà e capitano in Ravenna nella stanza del Malatesta. — Testimoni : Onfredo Giustiniani podestà e cap. a Ravenna, Tomaso Lo-redaño capitano della Riviera della Marca, Antonio Vitturi camerlengo a Ravenna. — Sottoscritto dal Donato e dal Malatesta. — Atti Giovanni del fu Pietro Borghi segretario ducale e cancelliere del Donato, e Martino del fu Federico degli Astozzi di Ravenna not. imp. (v. n. 143). Allegato : 1479, ind. XIII, Dicembre 16. — Sindicato con cui il doge co’ suoi consigli danno facoltà ad Antonio Donato cav., oratore e provveditore, di negoziare e concludere la condotta di Roberto Malatesta ai servigi di Venezia. Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni il cancéllier grande e due segretari ducali. — Atti Dionisio Floriano, 143. — 1479, Dicembre 19. — c. 147 (146) t.° — Roberto Malatesta al doge (in volgare). La Signoria avrà notizie della condotta n. 142 e dall’animo dello scrivente da Antonio Donato; ma a maggiore conferma di sua devozione ne esprime i sensi più vivi (v. n. 144). Data a Ravenna. 144. — 1479, Dicembre 31. — c. 147 (116) t.° — Risposta dal doge al n. 143. Dopo espresse lodi per la devozione del Malatesta, e l’affezione della Signoria per lui, dichiara che fu ratificata la condotta n. 142, e la ratificazione gli sarà consegnata dal segretario ducale Giovanni Borghi (v. n. 145).