DOGE CRISTOFORO MORO 173 Fatto, testimoni ed atti come nell’allegato I. Segue annotazione di Gaspare Biondo segretario del papa e notaio apostolico, che quanto precede fu coliazionato coll’ istromento originale di ratificazione, dal quale non diferiste che nelle disposizione degli allegati ; e ciò confermano gli altri notai rogatari : Giovanni Pietti, Jacopo de Trillo e Dando da S. Geminiano. Nel registro qui seguono senza interruzione i 11. 142, 143, 144, 157, 156, 154, 158, 150, 145, 146, 147, 155, 152, 166, 161, 151, 148, 140, 160, 153, 159, 161. 164. — 1468, ind, I, Giugno 20. — c. 157 (155) t." — Franco del fu Giorgio conte di Lodrone, per se e pe’ suoi fratelli Bernardino e Paride, ratifica la nominazione di lui fatta nel n. 142 (v. n. 161 e 165). Fatto nel castello di Lodrone, diocesi di Trento. — Testimoni: prete Mattia da Brescia beneficiato in Lodrone, Raffaele da Averara professore di grammatica e l’omaso de’ Ferrari di Castelleone professore di grammatica, abitanti a Lodrone. — Atti Bono del fu Zannino de Planeriis (Pianeri) e Baldassare del fu Giovanni di Bonsignori, notai imp. !65. — 1468. ind. I, Giugno 26. — c. 139 (137). — Istrumento in cui si espone che, in esecuzione dell’articolo della pace riferita al ri. 141 relativo alla nominazione dei collegati ecc. per parte dei contraenti, essendosi convenuto che questa venisse fatta in Roma dai rappresentanti le parti al cospetto del pontefice ; presen-fatisi a questo Pietro Gugliemo Rocca pel re di Napoli, Pietro Morosini per Venezia e Ottone Niccolini per Firenze, il primo e 1’ ultimo dichiararono essere il comune di Lucca compreso nella pace e lega ; ed il primo presentò 1’ elenco dei collegati aderenti e raccomandati del re che erano : il comune di Siena, Lodovico Gonzaga marchese di Mantova regio capitano generale, Federico da Montefeltro conte di Urbino e capitano generale della lega, Jacopo Terzo di Aragona di Appiano signore di Piombino, Giulio signore di Camerino, Ildebrando conte di Soana e di Pitigliano, Manfredo da Correggio conte di Correggio e Sissa, Andrea Piccolomini signore di Castiglione della Pescaia e di Zig li, Stefano e Lorenzo Colonna. Poscia il plenipotenziario veneto presentò l'allegato A, e quello di Firenze l’elenco dei collegati ecc. di quel comune, che erano: il marchese di Mantova, il conte d’Urbino, i comuni di Bologna e di Perugia, Alessandro Sforza signore di Pesaro, Sigismondo Pandolfo Malatesta, il comune di Tiferno, il signore di Piombino, Taddeo Manfredi signore d’Imola, Spinetta Malaspina di Verruculo, Jacopo e fratelli Mala-spina di Fosdinovo, e Leonardo loro nipote, Lodovico e Tomaso da Campofre-goso, Pieronofrio conte di Montedogho, Ugolino marchese del Monte S. Maria, i figli di Giovanni di Monte Acuto, i figli di Giovanni Alidosi, i figli di Rainieri della Sassetta, Bernabò, Nicolò e i tìgli di Riccardino marchesi Malaspina, Bartolomeo Malaspina, figlio di Nicolo di Malgrato, Spinetta figlio di Bartolomeo di Bagnone, Azzolino di Tedesco di Treschietto e tutti gli altri Malaspina marchesi del Terziere. Quindi il papa, protestando per le nominazioni di sudditi della S. Sede, fatta dai suddetti plenipotenziari, lesse la sua dichiarazione. Nella quale premessa protesta per la nominazione del duca di Sora i cui domimi erano stati