78 COMMEMORI A LI, LIBRO XIV deranno loro armi e munizioni da guerra, e si accorderà bolletta libera per quelle che la comunità fosse per comperare. Gli abitanti in Soncino che hanno beni nel Cremonese pagheranno le gravezze ecc. con quella terra fino a che Cremona venga sotto il dominio veneto. Data come il n. 251. 253. — 1452, Febbraio 7 (m. v.). — c. 6. — Annotazione della condotta di Antonio da Cosenza detto Cimarosto ai servigi di Venezia, con 50 lande, comprese le 22 che tiene nella condotta delle lancie spezzate, per un anno di rispetto. — Testimoni due segretari ducali. 254. — 1453 (1454 ?)_, Febbraio 12. — c. 120 (119) t.° — Ibraim beg gran Ca-ramano fa sapere (il documento è versione in volgare) di avere stipulato quanto segue con Giovanni Mocenigo, ambasciatore veneto, promettendone l’osservanza : I cittadini e sudditi di Venezia potranno viaggiare e trafficare liberamente con navi e merci di ogni specie in tutti i domini di quel principe senza pagare alcun diritto, sia per importazione che per esportazione o per transito. Venezia potrà inviare nei detti domini suoi consoli, con esclusiva giurisdizione sui cittadini e sudditi di quella. Tutte le querele di turchi, mori o forestieri contro i veneziani saranno giudicate dai detti consoli ; quelle dei veneziani contro turchi, mori ecc. saranno portate davanti al cadi o al giudice del paese. Le navi e cose di veneziani e loro sudditi ricuperate da tiaufragi saranno restituite ai proprietari senza alcuna spesa. In tutti i luoghi del detto principe sarà dato un caravanserraglio pei veneziani e abitazione al loro console, libero però a quelli di abitare ove vorranno. Essi potranno aver propri pesatori, e vendere a peso veneto, e cosi pure un misuratore pei panni sia di lana o di seta e vendere a misura di Venezia. Potranno vendere al minuto liberamente le loro merci senza pagare alcun diritto. È guarentita sicurezza di persona e di averi a tutti i veneziani in ogni luogo (v. n. 256). Data in Conio (Iconio). 255. — 1452, ind. I, Febbraio 18 (m. v.). — c. 114 (113). — Patente ducale che fa sapere essere stata rinnovata la condotta di Carlo Gonzaga (v. n. 217) per un anno, dal 1 Aprile venturo, e per uno di rispetto, con 25000 fiorini d’ oro di camera l’anno di provvigione per le milizie, conservandogli quella in corso di 400 fiorini il mese. Oltre i 400 cavalli stabiliti nella prima ferma, il Gonzaga manterrà 200 fanti e una conveniente compagnia di genti d’armi ; con altre condizioni secondarie. Data nel palazzo ducale di Venezia. 256. — S. d. (1453 [1454?], Febbraio). — c. 121 (120). — Versione in volgare di lettera di Ibraim beg gran Caramano al doge. Ebbe molto grata la venuta dell’ambasciatore Giovanni Mocenigo, al quale accordò tutte le franchigie e agevolezze che domandò pel commercio dei veneziani. Al medesimo ambasciatore