DOGE AGOSTINO BARBARICO 303 che riceve per conto dei Castelbarco, 3000 fiorini ; gii altri 4000 saranno pagati da Venezia all’ arciduca entro 18 mesi, da oggi, in tre rate semestrali. I Lodrone rinunziano i pretesi loro diritti suaccennati ai Castelbarco. Venezia in nome dei Lodrone pagherà al!’ arciduca a credito dei Castelbarco, a titolo risarcimenti di danni, 2000 fiorini in due anni dal termine dei 18 mesi suddetti. I litiganti si presenteranno vicendevolmente i documenti dei rispettivi diritti. Il Marcello promette all’ arciduca che Venezia pagherà le predette somme alla scadenza in Bolzano ; quindi entrambi dichiarano essere esso arciduca e la republica riconciliati, estinte le mutue querele, cessata la guerra e riconfermata la pace che promettono di osservare (v. n. 161). Fatto in Innsbruck. — Sottoscritto dall’ arciduca, dal Marcello, da Giorgio di Castelbarco, anche per Mattia, e da Martino di Lodrone anche pei figli di suo fratello Paride, e munito dei sigilli d’ essi firmanti. 1486, Dicembre 1. — V. 1487 (1486), Dicembre 29, n. 115. 113. — 1486, Dicembre 19. — c. 91 t.° — Breve di papa Innocenzo Vili al doge. Intese con piacere che Gianfrancesco (Mauruzi) da Tolentino entrò al servizio militare di Venezia e lo raccomanda. Data a Roma presso S. Pietro. — Sottoscritta da Girolamo Balbano (anno III del pont.) I !4. — I486, Dicembre 21. — c. 86 t.° — Breve di papa Innocenzo Vili a Nicolò Franco vescovo di Treviso, suo oratore a Venezia. Creda a quanto scriverà il cappellano d’esso Franco, Gian Antonio de’ Pavari (v. sotto). Dato a Boina presso S. Pietro. — Sottoscritto da Girolamo Balbano. Detto giorno. — Brano di lettera da Roma del Pavari al Franco : Il papa acconsente che esso Franco faccia le riserve a parte ma secretamente (v. n. 116). 115. — 1487 (1486), ind. V, Dicembre 29. — c. 84. — I plenipotenziari del papa (v. allegato) ed il doge e la Signoria di Venezia, a conservazione della pace in Italia, pattuiscono : Le parti, per se, successori, alleati, aderenti ecc. stringono alleanza per 25 anni, e più se ad esse piacerà, a difesa dei loro stati in Italia contro qualunque potentato italiano che non provocato le assalisse. Durante la lega il papa manterrà 3 a 4000 cavalieri e 1000 a 2000 fanti, e Venezia da 6 a 8000 cavalieri e da 3 a 4000 fanti, colle quali milizie si assisteranno vicendevolmente. Le parti non potranno stringere accordi o alleanze con altri potentati italiani senza il vicendevole consenso e la riserva del presente trattato. È fatto luogo a partecipare al presente a tutti i potentati d’Italia. I contraenti nomineranno entro due mesi i rispettivi alleati, aderenti ecc.; e ratificheranno entro un mese il presente. Venendosi a guerra, essi non fai'anno pace senza il mutuo consenso. Se alcuno dei partecipanti all' alleanza ne offendesse un altro, tutti gli altri presteranno aiuto all’ offeso secondo 1’ esigenza dei casi, come se 1' offensore non fosse membro della lega, nè daranno a questo aiuti o favori