66 COMMEMORIALT, TOMO XIV vescovo castellano Lorenzo Giustiniani. Crea canonici e clero patriarcali quelli ili Castello; i membri del capitolo gradense continueranno a godere dei loro benefici fin che vivono. Data a Roma presso S. Pietro (Vili id. Od.). — Sottoscritta: A. de Monda. — Collazionata col registro da T. da Treviso registratore. — Sottoscritto alla registrazione: Pontano — Jacopo da Vicenza. 208. — 1451, ind. XV, Novembre 4. — c. 90 (89) t.° — Ducale che dichiara essere stata confermata per 1’ anno di rispetto (v. n. 174) la condotta del cav. Tiberto de’ Brandoli ai servigi di Venezia. Data come il n. 206. 209. — 1451, ind. XV, Novembre 4. — c. 90 (89) t.° — Patente, ducale che dichiara confermata per 1’ anno di rispetto la condotta di Ettore Rrandolino (v. n. 175) ai servigi di Venezia. Data come il n. 206. 210. — 1451, Novembre 14. — c. 99 (98). — Patente ducale con cui, in seguito ad uffizi di Pietro (Rarbo) cardinale di S. Marco e vescovo di Vicenza, si permette a Pietro da Noceto segretario papale e cittadino veneziano, e a suo fratello Jacopo, di comperare imprestiti pubblici e beni stabili in Vene da e nello stato. Data come il n. 206. 211. — 1451, Novembre 17. — c. 72 (71) t.° — Stefano Martino e Sigismondo Frangipani, conti di Segna, Veglia e Modrussa ecc., fanno sapere di aver ceduto al loro fratello Giovanni e a’ suoi successori la città e l’isola di Veglia colle loro dipendenze e diritti, qual parte patrimoniale spettategli, avendo egli rinunziato ad ogni suo possedimento in terraferma, promettendo quelli di guarentire al detto Giovanni la proprietà dell’ isola contro le pretese degli altri fratelli e di qualsiasi persona. Mancando a tali patti, i cedenti pagheranno al cessionario 20000 ducati da depositarsi presso la Signoria di Venezia. Si riservano al conte Giovanni i diritti sulla successione degli altri fratelli (v. n. 231). Data a Segna. 212. — 1451, ind. XV, Novembre 23. — c. 97 (96). — Ducale che, ad perpetuimi rei memoriam, ratifica ed approva 1’ accordo seguito, ad opera di Zaccaria Trevisano dottore, dietro consiglio e coll’adesione della Signoria, su questioni vertenti fra il comune e vari cittadini di Padova da una parte, e gli abati di S. Giustina di quella città e di S. Maria di Praglia dall’ altra, circa beni livellari dei rispettivi conventi. Nel documento sono esposte le domande dei primi, a cui seguono le risposte date dai secondi. Vi si acconsente che Matteo Vitturi podestà a Padova e il Trevisano siano giudici intorno a diritti pretesi da Berto Rizzo, da Giovanni di Catone e da altri. 11 monastero di Praglia rinunzia a di-