DOGE PASQUALE MALIPIERO 137 52. — 1458, Settembre 19. — c. 59. — Giovanni Frangipani conte di Veglia dichiara di nominare 1’ ambasciatore veneto Giovanni Cornaro giudice arbitro in tutte le questioni vertenti fra esso conte e Stefano suo fratello promettendo osservare quanto quegli sarà per decidere (v. n. 50 e 53). Data a Veglia. — Testimoni : Nicolò di Veglia, fra’ Macco (?) abate di S. Lorenzo, Marino da Verona dottore abate di S. Lucia di Besca. — Atti Stefano Bon-tempo not. imp. e cancelliere del Cornaro. — Munita del sigillo del conte. 53. — 1458, ind. VII, Settembre 24. — c. 50 t.° — Per metter fine alle inimicizie fra Stefano e Martino Frangipani conti di Segna, Modrussa ecc., da una parte, rappresentati da Giovanni Cornaro oratore veneto, e Giovanni loro fratello conte di Veglia ecc. dall’altra, questi due ultimi pattuiscono: I tre fratelli, deposto ogni odio, si promettono pace ed amore. I due primi permetteranno ai sudditi del terzo, trattine i banditi, di viaggiare e trafficare liberamente nei loro domini, di portarvi ed esportarne merci e cose a loro necessarie, senza aumento di dazi o diritti ; altrettanto farà il terzo rispetto ai sudditi dei due primi. Essendo derivate le nimistà fra i conti per lo più da false relazioni dei banditi e ribelli, niuna delle parti contraenti potrà dar ricetto a uomini che tali fossero dell’altra, e si consegneranno ‘vicendevolmente quelli che stessero nelle rispettive terre più di tre giorni. I sudditi d’una delle parti che danneggiassero l’altra o i suoi soggetti saranno costretti dai rispettivi signori a risarcire i danni e restituire le cose rubate, più a pagare il valore di queste metà all’accusatore e metà al signore del danneggiato. Il foro competente a giudicare dei danni sarà il tribunale del detto signore. Ciascuna parte farà rendere ragione contro i propri sudditi a quelli del-1’ altra che a lei ricorressero. Le parti faranno proclamare la presente con solennità in tutti i loro domini. Esse si promettono a vicenda di osservarla sotto pena di 10000 ducati ogni volta che ne fosse trasgredito un articolo, metà dei quali a profitto della veneta Signoria (v. n. 52 e 55), Fatto nel vescovado di Veglia, residenza del Cornaro. — Testimoni : mastro Cristoforo del fu Nicolò da Noale, Giovanni del fu Pietro massaro veneto, Giovanni di Lorenzo del Cavalletto not. da Treviso, Paolo del fu Giovanni Buono veneziano, Nicolò del fu Jacopo de’ Germani, Andrea del fu Jacopo da Bruneck e Simone di Biagio Piacentino. — Atti Stefano di Bartolomeo Bontempo not. imp. e cancelliere del Cornaro. 54. — 1458, ind. VII, Settembre 24. — c. 58 t.° — Ducale con cui si fa sapere che Andrea Begini notaio e cittadino di Feltre è creato nobile di quella città e membro di quel consiglio, in seguito alle benemerenze procuratesi servendo per 25 anni, in tempi difficili, vari rappresentanti publici, e nominatamente Andrea Gritti capitano a Vicenza e Arsenio Duodo bailo a Costantinopoli in qualità di cancelliere. Data nel palazzo ducale di Venezia. — Con bolla d’argento. 1458, Settembre 30. — V. 1458, Ottobre 1, n. 55. COMMEMOK1AL1 TOMO V. 18