314 COMMEMORALI, LIBRO XVII (procura in atti di Pietro de’Grisellier luogotenente maggiore della villa [città ?J di Beine [Beaune] e di Roberto De Feure e Giovanni Mignottelli ivi notai) ai servigi di Venezia (rappresentata da Marco Da Pesaro cons. due., Tomaso Trevisano proc. di S. M. savio del cons. e Bernardo del fu Nicolò Giustiniani savio di Terraferma), in qualità di capitano generale delle milizie a piedi e a cavallo, per quattro anni ed uno di rispetto, con provvigione di 60000 fiorini (da 1. 5 di mar-chetti) l’anno in tempo di guerra e 40000 in tempo di pace. Esso capitano servirà in guerra dove gli sarà comandato con 360 elmetti (4 cavalli l’uno), 100 balestrieri a cavallo e 25 provvisionati; in pace ne terrà un numero proporzionato alla provvigione. Egli avrà bandiera e bastone e gli onori e diritti competenti al grado, ed entrerà al servizio prima del 20 Luglio. (Le condizioni sono in volgare). Fatta nella cancelleria secreta di Venezia. — Sottoscritta dai suddetti rappresentanti. — Testimoni : Pietro Bianchi e Giorgio Negro, segr. ducali, e Giovanni Cecrato di Alba. — Atti Bernardino Ambrosi (v. n. 149). 155. — 1488, ind. V, Agosto 1. — c. 125 t.° — In esecuzione della bolla n. 153, ed in considerazione dei meriti di Lodovico Zoia, che ristabilì in onore il culto nella chiesa di S. Giovanni Elemosinario ove era conservata insigne reliquia della S. Croce, quel sacerdote vi fu installato pievano I’ 11 Giugno passato. Ora Antonio del fu Eustachio Trono e Marco del fu Girolamo Graziani, procuratori della chiesa stessa, assegnano al Zoia 100 ducati d’oro l’anno sulle rendite di quella, la casa già concessagli per abitazione e gli utili incerti inerenti alla sua dignità per funerali, funzioni ecc., esentandolo da qualsiasi spesa per la chiesa (v. n. 207). Fatto nel palazzo ducale di Venezia, nella sala superiore del doge. — Testimoni: Pellegrino da Salò e Domenico da Padova famigli ducali. Il doge approva quanto sopra qual patrono e signore della mentovata chiesa. — Atti Gian Pietro Stella not. imp. e segr. due. — Munito di bolla ducale d’argento. 156. — 1488, Agosto 9. — c. 97 t.° — Il cadì e gli uomini di Avalona al doge. Accusano ricevuta di quattro casse di stoffa di seta giunte colà con un grippo di Marino Ceresa, e le manderanno al più presto a destino. Data in Avalona. — Alvise Vinzi dichiara essere stato presente all’apertura delle casse. 157. — 1488, ind. VI, Agosto 19. — c. 96 t.° — Istrumento in cui si dichiara che per 1’ amicizia che lega Giuliano della Rovere cardinale di S. Pietro in vincoli alla republica, il doge e la Signoria condussero Giovanni della Rovere duca d' Arce e di Sora, signore di Senigallia, prefetto di Roma e capitano generale della Chiesa (rappresentato come nell’allegato) per due anni ed uno di rispetto, con 406 cavalli e 25 balestrieri a cavallo, con 10 paglie all’anno da lire 40. s. 4 per lancia e due. 3 per balestriere ogni paga. Seguono altre con-