106 COMMBMORIALI, LIBRO XIV oratori veneti, di risarcimento dei danni dati in Milano, allorché il popolo si sollevò in favore dello Sforza stesso, all’ ambasciatore Leonardo Veniero e al suo cancelliere Bartolomeo dalla Spada, come pure ai veneziani Marino Ronincambio mercante e Pietro di Luca rigattiere (strazarolus), i cui interessi erano rappresentati dal veneziano Jacopo Pellestrina. Si riconobbe mancare d’ ogni diritto le pretese dei due primi. In quanto ai due secondi, benché non ritenga abbiano stretto diritto, persuase i negozianti milanesi ad assentire che dal prodotto del mezzo per cento che essi pagano in Venezia sulle loro merci, siano prelevati 19PO ducati a favore del Bonincambio, e 400 per Pietro suddetti ; sperando che la Signoria farà che i veneziani Giovanni del fu Antonio Moro e i Tagliacci (illi de Tagliaciis) restituiscano le somme indebitamente percepite sul detto prodotto, e che 1’ esazione del mentovato mezzo per cento si trasferisca a Milano od ove sia per indicare lo scrivente. Chiede risposta adesiva. Data a Milano. 329. — 1454, ind. II, Dicembre 28. — c. 131 (130; t.° — Il doge, in premio dei servigi resi, dal capitano Guido Rangone, investe Antonio Marzario da Vicenza, cancelliere e procuratore di esso (procura in atti di Corradino de’ Ma-zani) del castello di Cordignano nel territorio di Ceneda, con tutte le sue dipendenze, a titolo di feudo retto e nobile, con mero e misto impero e diritto di spada, e con esenzione da gravezze ed angarie. Si pongono le condizioni: che nel territorio investito non possano essere accolti quelli che ne sarebbero banditi se esso fosse immediatamente governato dalla Signoria ; che questa possa levarne, al bisogno, carri e guastatori ; che quegli abitanti, relativamente al sale, siano alla condizione di tutti gli altri del Trivigiano. Il feudo è dato al Batigone e ai suoi discendenti maschi legittimi verso ricognizione di un cereo di 10 libre da offrirsi .ogni anno alla chiesa di S. Marco di Venezia. Fatto nel palazzo ducale di Venezia, in sala delle due nappe. — Testimoni: Pietro Bembo del fu Andrea, Carlo del fu Rosso Marino, Pietro del fu Francesco Rasadonna, Francesco della Siega canc. gr. e due segretari ducali. — Antonio del fu Jacopo de’ Marzalolii not. imp. e scriv. due. 330. — 1454, ind. Ili, Gennaio 28 (m. v,). — c. 169 (168). — Patente ducale che fa sapere essere stato condotto Giorgio da Thiene con 40 lande per servire in Dalmazia, fra Zara ed Avrana, fin che piacerà alla Signoria. Al medesimo sono date, in tempo di guerra, 1’ autorità sopra le milizie e le utilità già godute da Rernardo Morosini e da Rattista Revilacqua. Data nel palazzo due. di Venezia. 331. — 1445, ind. Ili, Marzo 10. — c. 165 (164). — Patente ducale che nomina Rartolomeo Colleoni a capitano generale di tutte le genti d’ arme della republica (v. n. 327). Data come il n. 330. — Con bolla d’oro.