308 COMMEMORI ALI, LIBRO XVII merlengo a Verona. Si ordina loro di fare il pagamento delle case demolite presso Rovereto giusta la stima n. 133. Veglino poi onde i terreni restino sempre liberi e non vengano usurpati (v. n. 136). 136. — 1487, Settembre 22. — c. 106 t.° — Ducale al provveditore a Rovereto. Fu disposto pel pagamento come nel n. 135 ; faccia mettere segnali di delimitazione del terreno acquistato onde resti sempre sgombro e ninno possa usurparne. 1487, Ottobre 15. — V. 1477, Novembre 13, n. 138. 137. — 1187, Ottobre 31. — c. 81. — Rreve di papa Innocenzo Vili al vicario generale (in spiritualibus) del patriarca di Venezia. In seguito a lagni di Antonio Vinciguerra, oratore veneto, circa i numerosi delitti degli ecclesiastici, agevolati dal ricusare esso vicario di assistere alle procedure relative ; il pontefice estende anche ai casi di furto, latrocinio e d'altri delitti la facoltà data al vicario stesso col n. 69 del libro XVI, e gli ordina di usarne onde la giustizia possa avere il suo corso. Dato a Roma presso S. Pietro. — Sottoscritto Girolamo Balbani. 138. — 1487, ind. VI, Novembre 13. — c. 107. — Istrumento in cui si dichiara che, volendo papa Innocenzo Vili, Federico imperatore e Massimiliano re dei Romani ricondurre la pace fra Venezia e Sigismondo duca d’Austria ; Nicolò Franco vescovo di Treviso, rappresentante il primo con poteri di cardinale legato, e Marquando Brisacher (o di Brisach) cav. e consigliere imperiale e Giorgio Elacher capitano di Pordenone, oratori imperiali, tutti in qualità di mediatori, chiamati a Venezia i rappresentanti dell" arciduca Sigismondo (v. allegato), indussero questi ultimi e la Signoria veneta a pattuire quanto segue: È posto fine ad ogni dissidio, e rinnovata la pace fra 1’ arciduca e Venezia e i loro aderenti, e sono rimesse le scambievoli offese. Gli eserciti guerreggianti delle due parti sono richiamati. I sudditi d’ ognuna di esse potranno frequentare e trafficare sicuramente nei domini dell’ altra. Si lasciano liberi i prigionieri fatti dalle medesime. Si restituiranno i beni ancora esistenti che furono sequestrati in Bolzano ed altrove a veneziani ; i non esistenti si compenseranno dietro stima ; pel pagamento l’arciduca presterà idonea malleveria; intanto resteranno come ostaggi in Venezia il Welsperg, il Firmian lo Hadstat ed Antonio de’ Cavalli, che pagheranno solidalmente se noi farà 1’ arciduca. Si lasceranno liberi i mercanti veneziani arrestati in Bolzano ancora prigioni, e si restituirà tutto ciò che da essi fu pagato per taglie ecc. Le miniere in Primiero ed in altri paesi arciducali lavorate da veneziani e tolte a questi, saranno loro restituite coi legittimi redditi, e rimesso il tutto nelle condizioni in cui era prima della guerra ; nè per questa possa imporsi veruna nuova gravezza da alcuno dei due patentati sui sudditi del-l’altro. Si fa dichiarazione circa i redditi da restituirsi; e di tutte le restituzioni restano mallevadori Antonio Cavalli e Giovanni Cilli. Sarà restituito quanto da