246 COMMEMORI A LI, LIBRO XVI 194. — 1483, Aprile 14. — c. 253 (49). — Annotazione che nella convenzione seguita fra Lodovico Maria Sforza governatore di Milano e Giau Francesco di Sanseverino conte di Gaiazzo.si legge un articolo in cui si dice che i luoghi di Colorno nel Parmigiano, Pontecurone nel Tortonese e la Corte de’ Cavalcabò detta di Montecollare (o Montecollere), restino al detto conte come furono goduti da Roberto di Sanseverino prima della ribellione al duca (v. n. 192 e 195). 195. — 1483, Aprile 18. — c. 253 (49). — Il duca di Milano ai mastri generali delle entrate delle due camere e al tesoriere generale (in volgare). Assegna a Gian Francesco ed Antonio di Sanseverino lire 5100 sui debiti degli affit-tuali di Corte de’ Cavalcabò per l’anno 1482. Data a Milano (v. n. 194 e 198). 196. — 1483, ind. 1, Maggio 2. — c. 195 (194) t.° — Ducale al conte di Curzola e a tutti gli altri rettori ed ufficiali veneti. In omaggio a lettere di Massimiliano duca d’Austria e di Borgogna, presentate da Luca (de’ Tolenti) vescovo di Sebenico, suo oratore alla Signoria, e per compiacere a quest’ ultimo, è confermato il privilegio n. 146, ed autorizzato Nicolò fratello del detto vescovo a valersi in tutti gli stati veneti dei diritti .e delle prerogative derivantigli da quel documento. Data nel palazzo ducale di Venezia. Vi sono in calce notati i consiglieri: Andrea da Molino, Giovanni Giustiniani, Maffeo Contarini, Angelo Gabriele, Federico Cornaro e Giovanni da Lezze. 197. — 1483, ind. I, Giugno 26. — c. 218 (220) t.° — ¡strumento in cui si dichiara che Vittore Soranzo cav. e proc. di S. Marco, Giovanni Cappello e Zaccaria Barbaro cav., savi ad recuperandas pecunias, in forza di deliberazione del Senato del 26 Maggio, fecero porre al publico incanto, per mezzo del banditore Jacopo Bagatin, in Rialto, la gastaldia di S. Dona di Piave, ora tenuta da Francesco Marcello ed Angelo Trevisano, che pagano ducati 840 1’ anno in due rate. Finite le gare, che durarono vari giorni, risultò maggior offerente il nob. Angelo del fu Paolo Trevisano di S. Giov. Nuovo. Per cui, coll’approvazione della Signoria, egli fu dichiarato acquirente della detta gastaldia, per metà con Francesco del fu Antonio Marcello da S. Marina suo cognato, al prezzo di 10000 ducati d’ oro, e i detti savi diedero agli acquirenti stessi e loro successori il possesso della gastaldia con tutte le sue pertinenze. Fatto in Rialto. — Sottoscritto dal Soranzo, da Lorenzo Cappello per suo padre Giovanni cieco, e dal Barbaro. — Testimoni : Donato Cigoto da S. Barnaba, Girolamo del fu Alessandro Negro da S. Maria Zobenigo, Giovanni ab Acutis da S. Fantino e Pietro Rosso da S. Severo publico banditore. — Atti Francesco Tagliapietra. 198. — 1183, Luglio 29. — c. 253 (49). — Il duca di Milano come al n. 195. Concedette il 3 corr. al cav. Gianfrances.co d’ Aragona di Sanseverino