DOGE FRANCESCO FOSCARI 79 espose le sue intenzioni, voglia il doge prestargli piena fede ; esso Caramano è apparecchiato ad agire contro il nemico comune (il Turco), ne scrive al papa e al re di Aragona, ma chiede si pensi a far davvero (v. n. 254). 257. — 1453, ind. I, Marzo 2. — c. 163 (162) t.° — Testamento nuncupa-tico di Giovanni Frangipani signore di Veglia, conte di Segna e di Modrussa ecc. Fa diversi legati alla cattedrale di S. Maria di Veglia ed a quel clero, al monastero di S. Maria de Castelione, alla chiesa di S. Francesco e all’ ospizio dei poveri di Veglia, ad Antonio Stuzihich suo vice conte, a Vito (?) Bolfo, a Martino Cendich, giudice a Veglia, a Martino Moisevich, a Michele Desich detto Steriino, a Paolo del fu Vie. (sic) di Matteo da Veglia, a Pietro Micalich, a Matteo Stuzihich, a Michse Stefthovich, a Lacico Mrnuich, a Matteo Sugich, a Nicolò Manicovich di Busana suo camerario, a Paolo e Giorgio de Difno, al suo cancelliere qui sotto nominato. Eredi universali nomina i suoi figli, se ne avrà, i quali raccomanda alla protezione della Signoria veneta. Se non avrà figli, o i suoi figli non avessero discendenza, nomina erede la predetta Signoria. Nel caso poi che esso conte fosse fatto prigioniero dai suoi nemici, o perdesse in qualche modo la libertà, vuole che la Signoria stessa abbia l’amministrazione dei suoi beni e domini, a patto eh’ essa si adoperi per di lui liberazione. Fatto nel palazzo vescovile di Veglia.— Testimoni: Francesco vescovo di Veglia, Andrea Querini conte di Cherso ed Ossero, Matteo abate del monastero di S. Lucia nella valle di Besche, Nicolò de Rascha arciprete di Veglia e vicario del vescovo, I ietro pievano di Gherso (pel quale sottoscrisse Orlandino da Conegliano coadiutore di Silvestro da Conegliano cancelliere del Querini), Stefano de Petrisio nobile di Cherso e Silvestro da Conegliano predetto. — Atti Paolo del fu Bartolo da Veglia not. imp. e cancelliere del conte e del comune di Veglia. 258. — 1453, ind. I, Marzo 7. — c. 115 (114). — Patente ducale che approva e ratifica la condotta del cav. Antonello da Corneto ai servigi di Venezia, stipulata il 19 Aprile 1452 in Brescia da Gentile da Leonessa governatore e da Andrea Dandolo provveditore dell’esercito veneto con Petruccio da Corneto rappresentante il detto cavaliere (le condizioni sono in volgare). La condotta è di 200 lancie e 200 fanti per un anno ed uno di rispetto. Data come il n. 255. 259. — 1453, ind. I, Marzo 7. — c. 141 (140). — Patente ducale con cui, ad istanza di Antonio Brocheti, oratore del comune di Antignate, si conferma l'allegato, e si estende a sette 1’ esenzione da angarie e fazioni in quello concessa per cinque anni. Data nel palazzo ducale di Venezia. Allegato : 1452, Maggio 19. — Tomaso Duodo e Jacopo Antonio Marcello cav., provveditori dell’ esercito, fanno sapere di aver dato le risposte seguenti a domande (esposte in volgare) degli uomini di Antignate, territorio di Cremona, venuti all’obbedienza di Venezia: Circa l’indipendenza di quella terra da ogni altra