DEL LIBRO DECIMO SESTO DEI COMMEMORIALI 803 - 1452 — V. 1482, n. 189. 1. — 1077, ind. XV (Marzo o Aprile?). — c. 187 (186). — Diploma con cui Enrico III (IV) re (di Germania) per gli uffioii del suo camerario Gunlhediardo concede e conferma a Ragimbaldo conte di Treviso tutti i beni che questo possedè nei comitati di Treviso, Padova, Vicenza, Ceneda e in qualunque altra parte del regno d’ Italia. Dato a Verona. — Ricognizione di Giorgio vescovo di Vercelli. 1155, Luglio 1. — V. 1358, Settembre 29, n. 13. 2. — 1103, (recte 1163) ind. XI, Agosto. — c. 166 (165) t.° — Vitale Michele (II) doge coi suoi giudici e savi eletti e colla collaudatione del popolo, in seguito alla morte di Doimo (Frangipani) conte di Veglia, dà a Bartolomeo e Guido figli del medesimo, vita loro durante, la detta isola e contea, alle condizioni a cui le ebbe il predetto Doimo al tempo dei dogi Domenico Michele, Pietro Polani, Domenico Morosini, e con privilegio confermativo d’esso doge Vitale; con tutti i consueti redditi, meno le barche di quegli isolani che non potranno essere onerate dai conti. I quali non potranno esigere dagli isolani stessi giumenti, nè uva delle loro vigne. I conti dovranno fare che i vegliesi si assoggettino alle consuete angarie ; riceveranno onorevolmente gli inviati del doge e li tratteranno a loro spese ; pagheranno il 29 Settembre d’ ogni anno 350 romanati a Venezia ; difenderanno l’isola dai nemici di quella senza domandare aiuti alla medesima, trattone il caso che Veglia fosse assalita da teste coronate. Venezia osserverà quanto le incombe sotto pena di 10 libre d’ oro. (DCCCIII - MDIII)