1 38 COMMEMORI A LI, LIBRO XV 55. — 1458, ind. VII, Ottobre 1. — c. 57 t° — Giovanni Frangipani conte di Veglia ecc. approva e ratifica quanto si contiene nell’allegato, presentato da fra’ Girolamo abate di S. Marina di Busan, da Antonio Sluzich nobile e da Jacopo Lizcovich (per Michele Lisiza), ambasciatori di Sigismondo Frangipani conte di Segna, Modrussa ecc., a Giovanni Gornaro oratore della Signoria veneta il quale dichiara dovere quei patti essere osservati dai detti conti sotto pena di 100(0 ducati, come nel n. 53. Fatto in Veglia nella stanza da letto del conte Giovanni. — Testimoni il da Noale, il Buono, il de’ Germani e il Piacentini nominati nel n. 53. — Atti Giovanni del Cavalletto not. imp. e vicecancelliere del Cornaro. Allegato: 1458, Settembre 30. — Convenzione proposta da Sigismondo conte suddetto: Esso e suo fratello Giovanni si rimettono vicendevolmente i danni e le offese fattisi 1’ un l’altro in passato, e si promettono pace e amicizia. Le questioni che sorgessero in avvenire fra i due conti o gli scambievoli sudditi saranno sottoposte al giudizio di otto arbitri eletti quattro per parte. È data facoltà ai sudditi di ciascuno dei due di viaggiare, trafficare, portare ed esportar merci nei e dai domini dell’ altro. Nessuno dei due darà asilo nei propri domini a ribelli, banditi o condannati dall’altro, oltre tre giorni. I due conti puniranno i rispettivi sudditi ladri ed offensori che rubassero o danneggiassero i soggetti dell’altro, e renderanno giustizia a questi contro i propri. I presenti patti saranno ridotti in istromento pubblico, un esemplare del quale si manderà alla Signoria veneta. Fatto in Ottozaz. 56. — 1458, Novembre 27. — c. 59 t.° — Orso Orsini conte di Soave ecc. finita la sua condotta ai servigi di Venezia, promette solennemente, nel partir per la Puglia, di non offendere per sei mesi, dal 1 Dicembre prossimo, alcun alleato od aderente della republica, e nominatamente il re Ferdinando. Data a Venezia. — Sottoscritta dal conte e da Giovanni da Varese. 57. — 1459, Febbraio 10. — c. 59 t.° — Francesco Sforza duca di Milano al doge. Voglia acconsentire alla domanda che gli farà l’oratore ducale Marchesio da Varese per 200 moggia di sale. Data a Milano. 58. — 1459, ind. VII, Aprile 16. — c. 62. — Borso duca di Modena e Reggio, marchese d’Este, conte di Rovigo ecc. nomina suoi procuratori Francesco da Arezzo suo consigliere e Giovanni Compagno suo cancelliere, per pattuire col doge 1' appianamento di tutte le questioni vertenti fra esso duca e Venezia, o meglio il comune di Padova, relativamente al fiume Adige e ai confini fra i territori di Padova e del Polesine, a Rocca Marchesana, ai dazi e pedaggi sul detto fiume ecc. (v. n. 59). Fatto in Venezia nel palazzo e nella stanza da letto del duca. — Testimoni : Lorenzo Strozzi conte ecc. consocio e consigliere ed Anseimo Salimbeni camerlengo del duca. — Atti Vittore del fu Giovanni de’ Pavoni not. imp. a Ferrara, cancelliere del duca.