126 COMMEMORI ALI, LIBRO XV fino alla Sadrima, ad Alessio e ai confini del territorio della república; questa darà le paghe come al tempo dei Balsa. Questi patti furono accettati dalle seguenti ville e tribù: « Maraguxi, Hoteni, Gerii, Luxeni, Podgorizza, Grude, Cuzi, » Piperi, Stancovichi, Gervizii, Catarichii, Busati, Berisanzi, Golubovizi, Daibabe, » Stanisauligi, Gupusse, Radotiesi, Stansichi, Branovichi, Golubovichi, Rabiovichi, » Luxane, Malonzichii, Bielopaulichi, Plevuzi o Plesivizi, Suoie, Merche, Novi-» zane, Rogarne, Tazide, Pobresani, Nichuzi, Spitiha, Lasina, Bexichi, Tigomiri, » Nelmiza, Chechei, Lubizi, Fischstera, Machalani, Badisi, Cruessi, Juaini, Ar-» benexi, Draghigne, Hinossi, Spatar, Churezi, Suiri (o Sviri o Siuri), Ulàge ». 19. — 1456, Giugno 3. — c. 27. — Giorgio vescovo di Trento fa sapere che avendo fatto chiedere alla Signoria veneta dai suoi inviati, Graziadio da Campo cav. ed Antonio di Terlago de’ Fatis dott. di leggi e massaro della città di Trento, che quella non desse né permettesse si dessero aiuti nè favori morali e materiali di sorta a Wigolao e Bernardo Gradner (i quali ri bellatisi ad esso vescovo tenevano il castello di Beseno) nè ai loro fautori o ad altri suoi ribelli; quella aderì alla domanda a patto di reciprocità. Il quale ei promette (v. n. 20). Dato a Trento, nel castello del Buon consiglio. 20. — 1456, ind. IV, Giugno 21. — c. 27. — Patente ducale, con cui, aderendo alla richiesta accennata nel n. 19, si proibisce a tutti i sudditi di Venezia di aiutare o favorire in modo alcuno i ribelli del vescovo di Trento, e nominatamente i due Gradner, e di porre ostacolo alla sottomissione dei medesimi; si promette inoltre di non accogliere sotto la protezione della república i detti ribelli. Il tutto a condizione che, per sua parte, il vescovo non favorisca nè permetta ai suoi di favorire i nemici di quella. Data nel palazzo ducale di Venezia. 21. — 1456, ind. IV, Giugno 23. — c. 33. — Barbone Morosini dott. in arti e in ambe, oratore e rappresentante il doge (procura 12 Giugno), e Liberio de’ Ronarelli cav. ed Antonio de’ Venerii scrivano apostolico, oratori e rappresentanti il comune di Ancona,-alla presenza del papa, pattuiscono: Il detto comune pagherà 1600 ducati d’oro in Venezia ai veneziani Ettore Pasqualigo, Marino Cappello e loro compagni. Ciò fatto Venezia revocherà il diritto di rappresaglia concesso ai detti suoi cittadini ed ogni proibizione contro gli anconitani, sicché questi potranno viaggiare e trafficare sicuramente in tutti i do-ininii di quella. Si riserva ogni diritto contro Rinaldo degli Albici e gli eredi di Girolamo degli Ubriachi, principali debitori dei suddetti veneziani, alla città di Ancona fino alla detta somma e poi ai veneziani medesimi per le eventuali eccedenze di credito. Fatto in Roma, in Vaticano, nella camera del papa. — Testimoni: Pietro (Barbo) card. pr. di S. Marco e vescovo di Vicenza e Michele Ferrari segretario papale. — Atti Giovanni Michele del fu Jacopo not. imp. e segretario dell’ oratore veneto.