DOGE AGOSTINO BARBARICO 315 dizioni solite nelle condotte. Il della Rovere dovrà militare dovunque gli sarà comandato, e potrà abitare, quando non sia adoperato, in Senigallia. Fatto nella sala dei Pregadi del palazzo ducale di Venezia. — Testimoni : il cancellier gr., Giorgio Negri e Zaccaria de’ Freschi, segretari due. — Atti Lorenzo Eustochio (v. n. 189). Allegato: 1487, ind. V, Giugno 29. — Giovanni della Rovere duca ecc. nomina suoi procuratori Nicolò Franco vescovo di Treviso e Sigismondo della Rocca suo luogotenente generale, con facoltà di fare e stipulare in suo nome convenzioni ed accordi colla Signoria di Venezia. Fatto nella ricca d’isola presso Sora. — Testimoni: Giovanni della Rovere di Savona, Andrea de’ Franciotti da Lucca e Bartolomao degli Oddi da Reggio. — Atti Jacopo del fu Leonardo da Arpino dioc. di Sora not. apost. 158. — 1488, Ottobre 18. — c. 125 t.° — Mattia re di Ungheria ecc. e duca d’Austria al doge. Partecipa di aver fatto dar mano alla costruzione d’un castello, in sostituzione di altro rovinato, nelle strette della Narenta, che servirà anche a difesa dei cristiani abitanti presso Segna ; occorrendo per ciò molto legname e materiale, prega il doge d’invitare i propri ufficiali a non impedire il trasporto a quel luogo dei materiali stessi. Data in arce nostra di Vienna. 159. — 1488, Novembre 15. — c. 120. — Ducale al podestà di Rovereto. In forza del giuspatronato che il doge tiene sulla chiesa di S. Ilario 'fuori di quella terra, e in seguito alla rinunzia di Cristoforo Soranzo, conferì quel benefizio a Bonifacio de’ Zeri dai Forni, il quale dovrà fare ogn’ anno omaggio al principe di un cero di due libre nel giorno di S. Marco, e tenere in buono stato la chiesa suddetta. 160. — 1489, ind. VII, Marzo 12. — c. 127. — Condotta di Francesco Gonzaga marchese di Mantova ai servigi di Venezia per cinque anni ed uno di rispetto, con stipendio di due. 30000 all’ anno in pace e 40000 in tempo di guerra, dal 1 Maggio pross., dovendo servire con 210 elmetti (da 4 cavalli), 25 balestrieri a cavallo e 175 fanti in tempo di pace, e con 300 dei primi, 40 dei secondi e 220 dei terzi in guerra. Combatterà contro chiunque gli sarà ordinato in Italia. Egli è ricevuto coi suoi domini e discendenti sotto la protezione di Venezia, e sarà incluso in tutti i trattati che questa facesse in Italia (v. n. 102 e 230). Fatto nella stanza da letto del doge in Venezia, — Sottoscritto dal doge e dal Gonzaga. — Testimoni: Pietro Bianchi, Giovanni Borghi e Zaccaria Freschi segretari ducali. — Atti di Bernardino Ambrosi. 161. — 1489, Marzo 30. — c. 98 t.° — Sigismondo arciduca d’Austria ecc. fa quitanza alla Signoria di Venezia pei 4000 fiorini renesi dovutigli in forza del n. 112, ed in quello mentovati. Data in Innsbruck.