234 COMMEMORI ALI, LIBRO XVI si pattuisce rispetto ad Antonello di Forlì. La Signoria assume la protezione del conte Girolamo Visconti Riario signore d’Imola, e de’ suoi tigli ed eredi pei loro domimi presenti e futuri in Italia; e così pure di Giovanni della Rovere fonte di Senigallia. Le parti si promettono l’osservanza del presente sotto pena di 200000 ducati d’ oro di camera (v. n. 147 e 149). Fatto nel palazzo apostolico in Roma, nella stanza di residenza di Raffaele (Riario Galeotti) cardinale di S. Giorgio in Velabro. — Testimoni : quest’ ultimo, Lorenzo Gabriele dottore in ambe, nobile veneto, canonico di Padova e di Verona, Domenico Can dottore di decreti, maestro di casa del cardinale Foscari, e Pietro Mantovano cameriere segreto papale. — Sottoscritto dal papa e dal card. Foscari. — Atti Cesare di Cherubino da Montalboddo not. apost. ed imp. e Bianco Ceruti veronese dottore, not. imp. e segretario del Foscari. — Munito della bolla papale e del sigillo d’ esso Foscari. Allegato: 1480, ind. XIII, Marzo 6. — Sindicato con cui il doge e i suoi consigli danno facoltà al cardinale Pietro Foscari di stipulare col pontefice un trattato di alleanza, e di fare quanto sarà all’ uopo necessario. Fatto in Venezia, nella sala vecchia del palazzo ducale. — Testimoni il cancellier grande e due segretari ducali. — Atti Dionigio Floriano. 149. — 1480, Aprile 16. — c. 162 (161) t.° — Bolla piccola di Sisto IV papa al doge. Avendo la Signoria di Venezia, nel trattato n. 148 accordata la sua protezione a Giovanni della Rovere conte di Senigallia, duca di Sora e prefetto di Roma, e a Girolamo Visconti Riario, vicario papale in Imola, ambi nipoti d’ esso papa ; questo promette per loro eh’ essi nè offenderanno nè lasceranno offendere dai loro dipendenti Venezia, i suoi cittadini, domimi e collegati. E la presente sarà ratificata dai detti due signori. Esclude dalla protezione il ducato di Sora, del primo, essendo posto nel regno di Napoli (v. n. 155). Data a Roma presso S. Pietro [XVI Kal. Mail). — Sottoscritta da Domenico Galletti e da L. Griffo. 150. — 1480, Aprile 17. — c. 152 (151) t.° — Renato figlio del re di Gerusalemme, Sicilia ed Aragona, duca di Lorena, marchese di Vaudeinont e conte d’ Harcourt ecc. fa sapere che la Signoria di Venezia lo creò suo luogotenente generale con provvisione di 2000 ducati il mese, dal 1 Maggio venturo, con 500 armigeri da sei cavalli l’uno e con 1000 fanti oltremontani, obbligandosi egli a servire dovunque gli sarà ordinato, non però contro il re di Frauda, il re Renato suo avo ed i suoi collegati di Germania. Venezia pagherà al duca lo stipendio degli armigeri a ducati 17 2[3 il mese ciascuno, e 3 ducati il mese per ogni fante. Il duca promette di procurare transito libero alle milizie suddette nei paesi degli Svizzeri e del duca d’Austria per venire negli stati di Venezia; egli condurrà in persona, o manderà sotto buoni capi tutte o parte delle dette milizie come ne sarà richiesto. Non sarà obligato a far mostra, ma appena giunto sul territorio veneto le milizie potranno essere passate in rivista da un rappresentante la Signoria. La giustizia sarà amministrata alle dette milizie solo dal duca