DOGI GIOVANNI MOCENIGO E AGOSTINO BARBARIGO 249 flciali a ciò deputati, e quelli che si trovassero posseduti illegalmente saranno restituiti al demanio ducale. All’esecuzione del presente sono delegati Antonio Bracelli e Gian Pietro Suardi giureconsulti e consiglieri ducali. Data a Milano nel castello di Porta Giovia. — Sottoscritta da Gian Galeazzo duca, da Lodovico Maria e da Giovanni Molo. 207. — 1485, Gennaio 4. — c. 251 (47) t.° — Il duca di Milano a Bartolomeo Marchesi conduttore della possessione di Corte di Cavalcabò (in volgare). Paghi senza dilazione, e sotto pena di esecuzione giudiziaria, ai fratelli Francesco ed Antonio di Sanseverino le 1. 1800 che lor deve a saldo delle 5100 loro assegnate da esso duca (v. n. 203 e 208). Data a Milano. — Sottoscritta da Filippo. 208. — 1485, Agosto 25. — c. 251 (17). — I mastri delle entrate ducali di Milano al referendario a Cremona (in volgare). Gli ingiungono di mandar loro, tosto che lo avrà riscosso, l’importo dell’ affitto (lire 8000) della possessione della Corte, scadente a S. Martino (v. n. 207 e 210). Data a Milano. 209. — 1486, Maggio 5. — c. 209 (20S). — Breve di papa Innocenzo Vili a Nicolò (Franco) vescovo di Treviso e nunzio apost. a Venezia. Creda a quanto gli scriverà Giovanni Antonio de’ Panari famigliare d’esso vescovo in nome del papa. Espone il suo dispiacere per l’incursione dei turchi nella Marca Anconitana, che rapirono persone e beni alla Cattolica ; stimoli Venezia a purgare l’Adriatico da quei pirati. Dato a Roma presso S. Pietro. — Sottoscritto da Girolamo Balbano. 210. — 1486, Novembre 7. — c. 251 (47) t.° — I mastri delle entrate estraordinarie del duca di Milano al podestà della possessione di Moncolere distretto di Cremona (in volgare). Malgrado ciò che gli scrissero Marchetto da Premolo e Pasino dal Cadelo, astringa questi a pagare quanto debbono a Bartolomeo Marchesi tìttabile della detta possessione ; faccia però che il conte di Caiazzo rimborsi ai medesimi i miglioramenti compiuti nella possessione stessa (v. n. 208 e 213). Data a Milano. 2||. — 1487, Marzo 13. — c. 201 (203) t.° — Breve di Innocenzo Vili papa a Nicolò (Franco) vescovo di Treviso, nunzio papale (a Venezia). Non ostante abbia sospese tutte le indulgenze godute da chiese e luoghi pii, ad istanza della Signoria rimette in vigore quelle possedute ia passato dalla chiesa di San Marco di Venezia. Di ciò dia notizia alla Signoria (v. n. 212). Dato a Roma presso S. Pietro. — Sottoscritto da Girolamo Balbano. 1492, Luglio 25. — V. 1483, n. 200. 1493, Novembre 14. — V. 1494, Agosto 11, n. 213. COMMEMORI A LI, TOMO V. 32