DOGE LEONARDO LOREDANO 255 stante del comune, il mastro dell’entrate, il referendario, il depositario, il bargello o capitano del devedo, 1’ ufficiale maggiore del sale, l’ufficiale del sale (immuto, il capitano del porto, il fattore di Bellaria, 1’ ufficiale del registro, il procuratore della camera, il regolatore dei dazi, l’ufficiale delle vie, l’ufficiale dei danni dati, i contestabili delle porte, 1’ ufficio dell’ imbottato. Allegato B : Elenco dei dazi di detta città e loro reddito annuo : Le condotte (importazione), ducati 387, 0, 10; le pannine introdotte d. 290, 1, 0; i dazi: della beccheria d. 645, 1, 0; del vino a spina, d. 580, 3, 17 ; della tratta da mare, d. 645,1,0 ; della macina, 387,0,10 ; del commercio dei grani, 225,4,17 ; della stadera, 96, 4, 5; del pesce, 96, 4, 5; del bollo alle misure, 32, 1, 12; del registro, 64, 3, 4; delle fornaci, 22, 3, 4; dei passanti, 45, 1, 0; delle prigioni, 25, 4, 18; sugli stracci da far carta e sulle feccie de’ vini, 32, 1, 12: del ma-sfarolo (di colui che presta su pegni), 5,5,0; della vendita del vino in città, 48, 2, 8; delle bollette sulle cose vendute in città, 9, 4, 4; della cavare li frumenti de terreno, 645, l, 0; dell’imbottato dei contadini, 800, e 400; — in tutto ducati 5485, 5, 5. 229. — 1503, Dicembre 3. — c. 229 (25) t.° — Domenico Malipiero prov veditore a Ri mini, al doge (in volgare). Potè con difficoltà procurarsi le notizie sui redditi di quella città, per 1’ abbrucciamento degli archivi. Manda i documenti n. 231 e 236. Parlando delle notizie relative ai vari luoghi del Biminese, dice essergli mancate minute e precise pel rigore della stagione. Il 2 è tornalo da Meldola il secretano Vincenzo Guidotto, e riferì che quegli abitanti gli consegnarono le chiavi della rocca, sulla quale innalzarono il vessillo di S. Marco, non facendo opposizione, ma dichiarando che la rocca era stata da essi tolta al castellano messovi dal Valentino, e che quindi Pandolfo Malatesta non poteva disporre di loro con Venezia, alla quale però si davano di buon grado; e che deputarono due loro rappresentanti ad esso scrivente. Si estende sulla posizione e sull’importanza del detto luogo di Meldola, dice della sua distanza da Porli, Bertinoro, Forlimpòpoli, Faenza, Ravenna, Cervia, dai confini fiorentini, Castrocaro, Dovadola, 8. Sofia, e dalla castella già dei Malatesta : le Caminate, Polenta, Cusercoli, Casalbuono, Ranchio, Montecastello, Sarsina, Turrita, Sapigno e Perticara ; della distanza di Sarsina da Sorbano, Rezo, Montalto e C'aresta, luoghi dei fiorentini; di Turrita da Castelnuovo fiorentino, della Perticara da S. Leo (del duca d’ Urbino), di Ranchio dalla Val di Bagno, di Meldola da Jazola (Ghiagiolo ?) del conte Nicolò di Bagno. Le nevi impedirono al detto segretario di visitare i castelli e riferirne. Manderà a Meldola Faustino Barbo come suo rappresentante, stimando quel luogo il più importante. Manda copia dell' istrumento n. 223 presentatagli da Jacopo Sacco che chiese sia mantenuto in vigore, sul che attente disposizioni. Data a Rimini. 230. — S. d. (1503, Dicembre 3). — c. 230 (26) t.° — Conto (in volgare) dei dazi di Rimini venduti da Roberto Malatesta ad Opizzone da Ravenna nel 1475