DOGI PASQUALE MALIPIERO-CRISTOFORO MORO 145 beni privati allodiali di tutti i condotti d’acqua, molini, case ed altri edifizi da lui fatti costruire sui suoi feudi di Martinengo, Colorno e Urgnano.; di poter disporre come gli piacerà, per testamento o altrimenti, del feudo di Romano (stato già del conte Giovanni di Covo) sempre a persone grate alla Signoria e mantenendo il vincolo feudale. Si conferma la donazione da lui fatta a suo nipote Giorgio (Zorzelo) dei beni donatigli che furono del ribelle Carabello de Poma. Gli si concede pure di disporre a suo piacere d’ogni altra possessione che avesse o fosse per acquistare in avvenire. La Signoria lo farà avvertilo qualunque volta ei debba far la mostra delle sue milizie, ed egli sarà sempre presente alle assegnazioni degli allogiamenti alle medesimi (v. n. 83). Data nel palazzo ducale di Venezia. 83. — 1462, ind. X, Aprile 10. — c. 80. — Bartolomeo Colleoni fa sapere di aver rinnovato la sua condotta ai servigi di Venezia, riportando il tenore del n. 82 (v. n. 86). Data a Venezia, ma scritta e firmata a Malpaga. — Sottoscritta, d’ordine del Colleoni da Andrea de Aureliano e da Abbondio da Trezzo suoi cancellieri e mandatari per la negoziazione della convenzione. 84. — (1462), ind. X, Luglio 22. — c. 80 t.° — Il camerlengo, il consiglio e l’università di Chieti a Colantonio Valignano vescovo di quella città ed oratore del re di Napoli a Venezia. Lo si prega di fare uffici presso la Signoria perchè accordi a loro di noleggiare due navi venete per importar grano a Chieti dalla Marca e dai paesi di Alessandro Sforza e del conte di Urbino ; perchè Venezia pensi a liberare il golfo di sua giurisdizione dai pirati, e permetta che i chietini dieno opera a combatterli; di giustificare la procedura in una causa promossa davanti al console veneto contro Francesco di Natale da Padova obbligato a fornir di grani la città di Chieti (come n’aveva fornito Ortona e Franca-villa) che per la mancanza del padovano a’ suoi impegni correva pericolo di restare affamata. Data a Chieti. 85. — 1462, Agosto 17. — c. 80 t.° — Malatesta novello Malatesta signore di Cesena al doge Cristoforo Moro (in volgare). Dovendo recarsi nelle sue terre della Marca, chiede licenza di far condurre a Fano e in altri suoi luoghi 200 staia di grano o farina per uso della sua famiglia. Data a Cesena. 86. — 1462, ind. XI, Settembre 25. — c. 81. — Privilegio con cui il doge fa sapere che in premio dei servigi resi da Bartolomeo Colleoni, furono, per deliberazione del Consiglio dei dieci fatte al medesimo le concessioni che si leggono nel n. 82 relative ai di lui feudi di Bomano, Martinengo, Colorno ed Urgnano, alle possesioni che furono di Carabello de Poma e a tutti gli altri suoi beni. E COMMEMORI A LI, TOMO V. 19